15.07.2022

Stones of Palermo

Summer Schools, Tavola rotonda, Palermo - Palazzo Butera

H18:00-19:30

Dates
15.07.2022
Location
Palermo - Palazzo Butera
Category
Summer Schools, Tavola rotonda
Information

H18:00-19:30

L’evento si terrà in inglese a Palazzo Butera, via Butera 8, Palermo.
Ingresso gratuito, registrarsi qui.

Stones of Palermo: Cultures of Marble at the Mediterranean Crossroads

Le «viscere» della Sicilia, scrive il canonico palermitano settecentesco Antonino Mongitore, sono «ricche di miniere di porfido, diaspro e delle pietre più pregiate». Questa ricchezza materiale e le sue applicazioni architettoniche e decorative hanno dato, in un crocevia di tradizioni artistiche e artigianali mediterranee, un contributo indelebile all’identità artistica e culturale della città di Palermo. Dallo splendore imperiale alla raffinatezza bizantina, dagli intricati geometrismi siculo-normanni ai sontuosi intarsi barocchi, dalle reinterpretazioni revivalistiche alla severa retorica razionalista o addirittura fascista, l’uso del marmo ha costituito un persistente fattore culturale della città. Al di là del candore e degli ideali di purezza che hanno accompagnato la fortuna artistica del marmo di Carrara, la ricca policromia dei marmi e delle pietre decorative siciliane racconta un’altra storia, una storia di contaminazioni e scambi, di trasferimenti tecnici e culturali.

La tavola rotonda sarà l’evento di chiusura della summer school Stones of Palermo: Cultures of Marble at the Mediterranean Crossroads. Dopo una settimana densa di visite in loco, lavoro collaborativo e discussione, l’evento offrirà l’opportunità di riflettere sulla presenza del marmo e delle pietre decorative nella città di Palermo e di condividere con il grande pubblico le scoperte dei partecipanti e le domande ancora aperte. In questo modo speriamo di toccare le complesse tensioni tra la costruzione di un’identità artistica e culturale locale, i processi di negoziazione all’incrocio di varie tradizioni culturali e l’inserimento della città in una più ampia ecologia locale e globale.

La discussione sarà condotta dalla dott.ssa Ariane Varela Braga (UZH). Tra i relatori figurano la Prof.ssa Katrin Albrecht (OST-Università di Scienze Applicate della Svizzera Orientale), il Prof. Joris van Gastel (UZH), Nora Guggenbühler (UZH) e il Dr. Ruggero Longo (Bibliotheca Hertziana/IMT Lucca).

Organizzato dall’Università di Zurigo.

Joris van Gastel (Università di Zurigo) ha studiato Psicologia e Storia dell’arte presso la VU University Amsterdam e l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Tra il 2006 e il 2011 ha fatto parte del progetto di ricerca interdisciplinare Art, Agency and Living Presence in Early Modern Italy, con sede all’Università di Leiden, nell’ambito del quale ha scritto la sua tesi di dottorato Il Marmo Spirante: Sculpture and Experience in Seventeenth-Century Rome. Oltre a brevi borse di studio a Firenze, Roma, Ferrara e Berlino, è stato ricercatore presso il Kolleg-Forschergruppe ‘Bildakt und Verkörperung’ (Università Humboldt, Berlino; 2011-2012), presso l’Università di Warwick (2013) e ha fatto parte del gruppo di ricerca ‘Images of Nature’, con sede all’Università di Amburgo (2014-2016). Prima di arrivare a Zurigo, è stato assistente post-dottorato presso la Bibliotheca Hertziana – Istituto Max Planck per la Storia dell’Arte di Roma (2016-2018). Attualmente sta lavorando a un progetto sui materiali e le tecniche artistiche nella Napoli barocca.

Ariane Varela Braga (Università di Zurigo) ha studiato all’Università di Ginevra e ha conseguito il dottorato di ricerca in Storia dell’arte all’Università di Neuchâtel (2013, summa cum laude), con una tesi sulla Grammatica dell’ornamento di Owen Jones (pubblicata nel 2017 da Campisano Editore). Tra il 2014 e il 2019 ha lavorato come assistente post-doc all’Università di Zurigo nel progetto SNSF Muderajismo and Moorish Revival ed è stata Senior Lecturer all’Università di Ginevra nel 2019-2020. Nella primavera del 2022 è stata visiting professor all’Università degli studi di Milano. Membro dell’Istituto Svizzero a Roma (2008-2011), ha ricevuto borse di studio e finanziamenti dal FNS, dalla Bibliotheca Hertziana – Istituto Max Planck per la Storia dell’Arte, Roma, dalla Fondation Gandur pour l’art e dall’INHA-Institut National pour l’histoire de l’art, Parigi. Attualmente sta lavorando al suo secondo progetto di libro sull’architettura e la cultura materiale orientalista nell’Italia del XIX-XX secolo.

Katrin Albrecht (OST-Università di Scienze Applicate della Svizzera Orientale), architetta e docente di storia e teoria dell’architettura presso l’Architektur-Werkstatt St. Gallen (OST-Università di Scienze Applicate) dal 2017, ha studiato architettura al Politecnico di Zurigo. Ha conseguito il dottorato di ricerca nel 2014 con una tesi sull’opera architettonica e l’attività professionale di Angiolo Mazzoni, seguita da progetti di ricerca sui manuali di urbanistica moderna dagli anni Settanta del XIX secolo agli anni Cinquanta e sull’architetta ticinese Flora Ruchat-Roncati. La sua ricerca attuale si concentra sull’edilizia popolare e sullo sviluppo urbano nella Svizzera orientale nel contesto dell’industrializzazione, sulle forme di rappresentazione e percezione dello spazio e delle strutture morfologiche, sull’architettura italiana e sulla storia europea dell’urbanistica del XIX e XX secolo.

Nora Guggenbühler (Università di Zurigo) ha studiato storia dell’arte e linguistica e letteratura tedesca all’Università di Zurigo. Durante gli studi è stata assistente alla cattedra di Storia dell’arte moderna dell’Università di Zurigo e assistente di ricerca al progetto di edizione del FNS Heinrich Wölfflin: Gesammelte Werke diretto dal Prof. Dr. Oskar Bätschmann e dal Prof. Dr. Tristan Weddigen. Nella sua tesi di master Der Körper der Katakombenheiligen (2018), ha esaminato la messa in scena visiva e liturgica dei corpi reliquiari in Svizzera durante la Controriforma. Durante il semestre autunnale 2019 ha insegnato come docente esterno presso l’Università di Zurigo. Il suo progetto di tesi esplora la distribuzione di copie di immagini miracolose mariane all’interno dell’Impero spagnolo nel XVI e XVII secolo. Prendendo come punto di osservazione diversi tipi di Madonne, vengono analizzate le interconnessioni globali delle topografie di culto.

Ruggero Longo (Bibliotheca Hertziana/IMT Lucca) è assistente di Storia dell’arte medievale (RTD-A) presso la Scuola IMT di Studi Superiori di Lucca. La sua ricerca si occupa delle relazioni tra testi e immagini nell’ambito della creazione e della diffusione dei motivi ornamentali nel linguaggio visivo e nell’estetica del Mediterraneo medievale. I suoi interessi si concentrano anche sull’arte e sull’architettura normanna in Sicilia, sui mosaici e sulle decorazioni marmoree, sull’arte aniconica e sull’ornamento nel Mediterraneo medievale. È inoltre specializzato in archeometria e sistemi diagnostici per i beni culturali. Nel 2012 ha ottenuto la borsa di studio post-dottorato Aga-Khan presso l’Università di Harvard per una ricerca sulle decorazioni marmoree del Cairo mamelucco. Dal 2018 è membro del team del progetto di ricerca Petrifying Power: The Uses of hard-stone Spolia in Norman Sicily (11th – 13th centuries), con sede presso il Khalili Research Centre, Oxford University e sponsorizzato dalla Gerda Henkel Stiftung e dal John Fell Fund, Oxford. Tra il 2009 e il 2015 ha lavorato alla candidatura UNESCO di Palermo arabo-normanna e delle cattedrali di Cefalù e Monreale (inserite nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO nel 2015).