16.09.2022—19.11.2022

Marie Matusz

Arte, Mostra personale, Milano

Opening: 15.09.2022 H18:00-20:00
ME/VE: 11:00-17:00
GIO: 11:00-20:00
SA: 14:00-18:00

Dates
16.09.2022
19.11.2022
Location
Milano
Category
Arte, Mostra personale
Information

Opening: 15.09.2022 H18:00-20:00
ME/VE: 11:00-17:00
GIO: 11:00-20:00
SA: 14:00-18:00

Nella sua mostra personale Fall, Marie Matusz presenta nuovi lavori che si articolano liberamente attorno alla serie di poesie Mirlitonnades di Samuel Beckett – rime talvolta quasi laconiche, talvolta ironiche, talvolta malinconiche che il poeta scrisse su pagine di calendario, margini di orari o tovaglioli nel 1977. L’artista non è interessata solo al potenziale di queste rapide rime, ma anche ai momenti di oscuramento o di straniamento che si nascondono dietro il ‘mirliton’: in francese, il termine indica rime semplici e banali, ma allo stesso tempo si riferisce anche a una tromba, uno strumento che aliena la voce umana su un foglio teso. Con Fall, l’artista concepisce un’installazione di dimensioni pari a una stanza che riprende gli aspetti del ritmo, della ripetizione e della composizione, ma anche della distorsione o, come dice Marie Matusz, della ‘maschera visiva’: come spettatrice, mi trovo in un labirinto aperto di plexiglas semitrasparente, in cui vengo rispecchiata tanto quanto gli oggetti e le sculture presentate.

A cura di Gioia Dal Molin.
Il lavoro di Marie Matusz è sostenuto dalla Ernst und Olga Gubler-Hablützel Stiftung.

Opening: 15.09.2022 H18:00-20:00.
Ingresso gratuito, registrazione alla porta.

Istituto Svizzero
Via del Vecchio Politecnico 3, Milano

Orari di apertura:
Mercoledì – Venerdì: 11:00-17:00
Giovedì: 11:00-20:00
Sabato: 14:00-18:00

Marie Matusz (1994, Tolosa) vive e lavora a Basilea e Berlino. La sua pratica nasce da un impegno critico con le forme e i loro significati intrinseci, che si evolve attraverso una ricerca approfondita di teorie filosofiche, sociologiche e linguistiche. Accostando elementi e texture, crea un’estetica di gestione e sviluppa una coreografia del pubblico mentre le opere sembrano rimanere immobili e statiche. Questa sospensione oltrepassa il fisico, in quanto cerca di attivare un’interruzione del tempo. Il suo lavoro gioca con questo momento di ozio presentando oggetti provenienti da vari archivi storici, tratti dal nostro repertorio classico, e riesaminandoli attraverso lenti e tecniche di produzione contemporanee. Le mostre personali più recenti includono: Until We Turn Blue (Dorothea Von Stetten Art Award), Kunstmuseum Bonn (2020); Epoche, Kunst Raum Riehen (2020); Golden Hour, Atelier Amden (2019); e Caravan, Aargauer Kunsthaus (2019). Marie Matusz ha ricevuto lo Swiss Art Award nel 2021.

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