23.06.2017‚ÄĒ24.06.2017

Inscape Rooms/La vita della mente

Mostra collettiva, Roma

Introduzione

Inscape Rooms

La vita della mente

Programma

Dates
23.06.2017
24.06.2017
Location
Roma
Category
Mostra collettiva

L’Istituto Svizzero di Roma con i suoi residenti 2016/2017 presenta il programma Inscape Rooms e la mostra collettiva La vita della mente.

La tematica portante di questo evento √® l’indagine del pensiero inteso negli aspetti che riguardano l’inconscio, l’area del sogno, il funzionamento metaforico della mente, la percezione multi-sensoriale, la memoria, lo sconfinamento nella realt√† virtuale o soprannaturale, il sublime, il flusso di coscienza, lo stato ipnotico.
Come il pensiero si muove in un territorio di libert√† difficile da limitare o definire, cos√¨ l’evento di fine anno accademico si offrir√† al pubblico come un contenitore da esplorare e da vivere nei diversi momenti strutturati nell’arco di¬†24 ore: dalle 17.00 di venerd√¨ 23 giugno alle 10.00 di sabato 24 giugno 2017.
Workshop, installazioni interattive, performance, sleep concert, opere in mostra, danza e djset sono le proposte che si svolgeranno tra gli spazi del giardino di Villa Maraini e quelli della Dipendenza.
Il progetto e la mostra andranno a coincidere, a sovrapporsi o a distinguersi nel medesimo luogo: la fluidit√† dell’evento cita in qualche modo le dinamiche Fluxus, ricollegandosi anche alla mostra¬†Stockage¬†di¬†John M Armleder, visitabile nelle sale di Villa Maraini il venerd√¨ 23 giugno dalle 17.00 alle 23.00.

La vita della mente
Mostra collettiva

L’Istituto Svizzero di Roma presenta¬†venerd√¨ 23 giugno alle ore 18.00, negli spazi del giardino e della Dipendenza, la mostra collettiva¬†La vita della mente, curata da¬†Giuliana Benassi¬†e costruita in osmosi con il progetto Studio Roma¬†Inscape Rooms. Gli artisti coinvolti ‚Äď italiani e borsisti presso l’Istituto ‚ÄstPauline Beaudemont, Alessandro Cicoria, Michela de Mattei, Federica Di Carlo, Antonio Fiorentino, Genuardi/Ruta, Edgars Gluhovs, Nelly Haliti, Marta Mancini, Simone Pappalardo, Marion Tampon-Lajarriette¬†presenteranno dei lavori inediti o ripensati per contribuire alla costruzione di un’indagine sugli aspetti della mente, toccando corde diverse e connessioni trasversali.

Il titolo della mostra La vita della mente, letteralmente rubato all’ultima opera (incompiuta) di Hannah Arendt, allude alla vita del pensiero per una proposta di lettura delle opere in mostra secondo tematiche che riguardano la dimensione e il funzionamento della mente: dalla memoria alle componenti visionarie, dal linguaggio all’intuizione scientifica, dal rapporto apparenza-parvenza al funzionamento metaforico della mente, dal flusso di coscienza alla dimensione onirica: tutte rapportate all’io pensante. Se il testo della Arendt affronta tale tematica in senso filosofico e passando in rassegna tre grandi macro-argomenti ‚Äď il pensare, il volere e il giudicare ‚Äď esso parte da una precisa questione: che cosa ‚Äúfacciamo‚ÄĚ quando pensiamo? Dove siamo quando siamo con noi stessi: in quale spazio e tempo ci muoviamo? In generale questa tematica √® risolta in termini di libert√†, lasciando sempre aperto il divario tra il pensiero e la ‚Äúrappresentazione‚ÄĚ di esso. Nel tentativo di raccontare questa possibile feritoia tra mente ed immagine, tra pensiero e linguaggio, attraverso le opere degli artisti ‚Äď tutti vari per linguaggi, ricerche e provenienza ‚Äď la mostra risulta sotto alcuni aspetti in divenire e ‚Äúveloce come il pensiero‚ÄĚ (Omero), orientata da una chiave di lettura plurima e consegnata con libert√† al visitatore.
Il percorso espositivo si sviluppa attraverso il giardino di Villa Maraini per poi continuare negli altri spazi dell‚ÄôIstituto, dalla Dipendenza alla zona ipogea della Sala Elvetica. Idealmente si passa da un ambiente arioso per giungere nel luogo pi√Ļ interrato dell’Istituto: quasi a voler suggerire metaforicamente un passaggio dalle zone consce a quelle inconsce della mente.

La mostra La vita della mente sarà aperta anche nei giorni 24 e 25 giugno 2017, su appuntamento dalle ore 16:00 alle ore 18:00 (durata della visita: 30’). Sono previste visite guidate gratuite.

Si ringraziano per la collaborazione: SIPE РScuola Italiana di Ipnosi e Psicoterapia Ericksoniana (Roma), Università di Ginevra, Fondation Campus Biotech, Centre Interfacultaire des Sciences Affectives (Università di Ginevra), SICHH РSwiss Integrative Center for Human Health (Fribourg), MARBGLASS (Roma), Daniel James Cziczo РFisico atmosferico MIT, Scenografica Cinecittà (Roma), Musée romain de Nyon.

Inscape Rooms
Programma

I residenti dell’Istituto Svizzero di Roma, artisti e ricercatori, hanno scelto di presentare ‚Äď come lavoro conclusivo della loro residenza annuale ‚Äď il progetto interdisciplinare¬†Inscape Rooms¬†che coinvolger√† alcuni ospiti invitati per l’occasione. Il titolo Inscape Rooms richiama la possibilit√† di esplorare gli spazi e i lavori come se fossero dei paesaggi interiori, offerti al visitatore come strumenti per l’indagine del s√©.

Durante la giornata di venerd√¨ 23 giugno avranno luogo diversi incontri pensati dai residenti: l’artista¬†Pauline Beaudemont¬†ha portato la personale esperienza di laboratorio di ipnosi, invitando i dottori¬†Vincent Stella¬†e¬†Mario Marazzi¬†a realizzare un workshop sull’ipnosi incentrato sull’aspetto immaginifico della mente. Chi vorr√† partecipare potr√† prenotarsi e prendere parte al workshop (lingua italiana e francese). A seguire un incontro con¬†Glass Bead, piattaforma di ricerca sugli aspetti di connessione della conoscenza attraverso l’arte, la scienza e la filosofia.
Si attiveranno due installazioni:¬†Inscape Room¬†di¬†Tumasch Clal√ľna¬†e¬†Immersive dance¬†del ricercatore¬†Donald Glowinski, il primo toccher√† le corde della percezione sinestetica, il secondo connetter√† la presenza atavica della danza tradizionale con l’esperienza della realt√† virtuale. Quest’ultimo lavoro √® realizzato in collaborazione con¬†Emmanuel Badier¬†(Universit√† di Ginevra),¬†Gilles Reymond¬†(Fondation Campus Biotech) e la danzatrice¬†Antonella Potenziani.

C√©dric Cramatte, archeologo, contribuir√† alla giornata esplicando lo studio della figura mitologica di Ecate, partendo dalla riproduzione di una statua proveniente dal Museo romano di Nyon, raro esempio iconografico della divinit√† psicopompa e legata al mondo della magia. L‚Äôarcheologa¬†Josy Luginb√ľhl¬†e l’architetto¬†Lukas Ingold¬†allestiranno un tavolo, mettendo a disposizione una selezione di articoli e testi, per una riflessione mitologica e storica sul tema della mente.
L‚Äôartista¬†Leo Hofmann¬†terr√† una performance musicale ‚Äď in collaborazione con¬†Filomena Krause¬†e¬†Andi Otto¬†– frutto della ricerca svolta durante la residenza e basata sul desiderio di percezione dell’altro.
Nel tentativo di costruire ponti e confronti tra l’arte e la scienza, l’artista¬†Nelly Haliti¬†ha coinvolto il centro di ricerca¬†Numero Cromatico¬†che sar√† presente con il lavoro performativo¬†Dreamask.
Al tramonto, il gruppo¬†IOIC –¬†Institute of Incoherent Cinematography¬†di Zurigo, invitato dall’artista¬†Marion Tampon-Lajarriette, metter√† in scena una performance musicale all’aperto e strutturata per sonorizzare la proiezione di alcune pellicole di cinema muto. Le ore notturne saranno scandite dalle note vibranti dello sleep concert¬†Cavemusic¬†di¬†Daniela Bershan: per partecipare a questo momento √® necessario prenotarsi preventivamente.
Il risveglio, coincidente con l’alba, sar√† caratterizzato da¬†DanceFirst,¬†un invito al movimento ispirato dalla musica e condotto dal dj¬†Max Passante; a conclusione il djset con la selezione musicale di¬†Egon Elliut.

Il progetto è curato dai Residenti ISR e coordinato da Giuliana Benassi.

Programma

Venerdì 23.06.2017
Istituto Svizzero di Roma

H14:00‚Äď17:00
Workshop sull’ipnosi
con dott. Mario Marazzi e il dott. Vincent Stella

Workshop ipnosi con Mario Marazzi (in italiano)
L‚Äôincontro prevede l‚Äôillustrazione del modello ericksoniano ‚Äď la cosiddetta nuova ipnosi ‚Äď che ridisegna il profilo dell‚Äôipnosi, considerando la¬†trance¬†come fenomeno naturale. Verr√† inoltre proposta un‚Äôesperienza di induzione allo scopo di mettere in contatto i partecipanti con aspetti non consapevoli della propria creativit√†, attraverso l‚Äôespressione artistica in stato di¬†trance.

Workshop ipnosi con Vincent Stella (in francese)
Il workshop combiner√† l‚Äôipnosi con il processo creativo personale, l’ispirazione e la motivazione. L’obiettivo √® capire in che modo √® possibile utilizzare i sogni per attivare immagini inconsce e aiutare l‚Äôimmaginazione a conquistare una maggiore libert√†.

Mario Marazzi¬†√® membro del Consiglio Direttivo della SocietaŐÄ Italiana di Ipnosi e coordinatore didattico presso la Scuola di Ipnosi Clinica e Psicoterapia Ericksoniana. E’ inoltre docente e supervisore presso la Scuola di Ipnosi Clinica e Psicoterapia Ericksoniana, e Referente Terapeutico dei programmi residenziali con la Associazione SEMAN. Esercita la libera professione in qualitaŐÄ di Psicoterapeuta.

Vincent Stella¬†ricerca nuovi modi per scoprire e usare l‚Äôipnosi. Docente di ipnosi ericksoniana e NLP, √® specialista in ipnosi e NLPand Past Life Therapy Regression. √ą inoltre specialista in Shiatsu tradizionale, stile Tokuda. √ą anche musicista e sciatore.

H17:00‚Äď18:00
Presentazione della rivista Site 1, Logic Gate: the Politics of the Artifactual Mind
Glass Bead con Jeremy Lecomte e Inigo Wilkins

Jeremy Lecomte e Inigo Wilkins presentano il numero della rivista Site 1, Logic Gate: the Politics of the Artifactual Mind, dedicato a questioni che vanno dagli sviluppi recenti dell’intelligenza artificiale alla storia della logica, dal progressivo sviluppo della musica e di altre tecniche che hanno favorito e trasformato la razionalità umana, alle modalità con cui l’automazione tecnologica altera la nostra concezione del lavoro.

Glass Bead¬†√® una piattaforma di ricerca e una rivista che si occupa della conoscenza in campo artistico, scientifico e filosofico, con attenzione alla dimensione pratica e politica. √ą stata concepita ed √® diretta da Fabien Giraud, Jeremy Lecomte, Vincent Normand, Ida Soulardand e Inigo Wilkins, artisti, storici dell‚Äôarte e teorici con base a Parigi e a Londra.

H18:00‚Äď23:00
Inaugurazione della mostra La vita della mente

Pauline Beaudemont, Alessandro Cicoria, Michela de Mattei, Federica Di Carlo, Antonio Fiorentino, Genuardi/Ruta, Edgars Gluhovs, Nelly Haliti, Marta Mancini, Simone Pappalardo, Marion Tampon-Lajarriette

H18:00‚Äď21:00
Installazioni interattive, giardino
Tumasch Clal√ľna, artista
Donald Glowinski, ricercatore

Inscape Room¬†di Tumasch Clal√ľna
¬ęUn tempio galleggiante di fumi, uno spazio dove la luce, il profumo, la musica e tutte le arti sono ugualmente presenti¬Ľ¬†
Da questa visione del compositore russo Aleksandr Skrjabin ha origine l’installazione¬†Inscape Room.¬†Concepita come spazio aperto ma schermato, essa richiama le antiche stanze di culto romane. Al fine di creare un’atmosfera di¬†Inscape¬†(fuga introspettiva) non legata a una specifica pratica religiosa, i visitatori sono invitati ad esplorare il loro approccio individuale ai rituali, e diventare artisti della loro interiorit√†. Tutti i prodotti utilizzati derivano dal giardino di Villa Maraini.

Tumasch Clal√ľna¬†(1980, Basilea) √® regista indipendente, autore, musicista, direttore di produzione e giornalista culturale. Accanto a lavori con il gruppo indipendente Kurzer Prozess (testo e regia), ha lavorato con teatri e festival, tra cui ad esempio il Teatro di Basilea e il Kunstfestspiele Herrenhausen. Dal 1998 √® membro di The Glue, formazione internazionale a-cappella e canta con i M√§nnerstimmen Basel. Ha lavorato, tra gli altri, con i Maiden Monsters, Wolfang Mitterer e con Ruedi H√§usermann, e dal 2015 gestisce il Festival fuŐąr Neue Musik RuŐąmlingen.¬†Ha ricevuto diversi premi, ad esempio all‚ÄôHarmony Sweepstakes Festival o alla Taipei International A-cappella Competition, o il Premio Musica del Canton Basilea Campagna. Lavora come giornalista per BzBasel, Die Programmzeitung e diverse riviste.

Immersive dance di Donald Glowinski
L’installazione d√† al visitatore la possibilit√† di immergersi in una danza indiavolata: la pizzica tarantata. Indossando un casco per la realt√† virtuale, lo spettatore si trover√† in uno spazio immaginario dove incontrer√† la silhouette di una danzatrice che si star√† esibendo in un altro ambiente e in tempo reale. Partire dalla tradizione pi√Ļ antica della pizzica per scoprire le possibilit√† della realt√† virtuale, pu√≤ sembrare ironico e contraddittorio. Tuttavia, l’installazione intende indagare la possibilit√† da parte dell’individuo di esperire la realt√† virtuale senza perdere il contatto con il mondo tangibile. L’incontro tra la danza e la realt√† 3D vuole descrivere i fenomeni alla base della dipendenza dalle nuove tecnologie, ma anche fare esperienza personale di nuove forme comunicative non verbali.

Donald Glowinski¬†(1977, Parigi), ha conseguito il¬†Dipl√īme de fin d‚Äô√©tudes¬†di pianoforte e musica da camera, si √® laureato alla Sorbona in Filosofia, al Conservatoire National Sup√©rieure de Musique et de Danse di Parigi (CNSMDP, Acustica Musicale), all‚ÄôEcole des Hautes Etudes en Sciences Sociales (EHESS, Scienze Cognitive) e ha conseguito il dottorato in Ingegneria Informatica all‚ÄôUniversit√† di Genova. Ora si dedica alle neuroscienze, presso lo Swiss Center for Affective Sciences dell‚ÄôUniversit√† di Ginevra dove investiga i processi motori e cognitivi all‚Äôorigine della nostra capacit√† di suonare insieme. Per le sue ricerche, ha ricevuto il premio della Fondazione Bleustein-Blanchet e il premio della Fondation de France.

H18:00‚Äď21.00
Presentazione, giardino
Cédric Cramatte, ricercatore

Studio su Ecate
Il ricercatore Cédric Cramatte presenta la figura della divinità Ecate, frutto di uno studio iconografico a partire da una riproduzione della statua della dea conservata presso il Museo romano di Nyon, raro esempio figurativo della divinità femminile. Originaria della Tracia, Ecate è considerata una dea lunare protettiva e benevola e, al tempo stesso, una figura oscura che presiede alla magia e agli incantesimi. La sua presenza è triplice perché questa divinità, temuta dagli uomini, regna sulla terra, sul mare e sul cielo: per questo motivo è rappresentata con tre teste e tre corpi.

C√©dric Cramatte¬†(1979, Porrentruy) ha studiato archeologia romana, preistoria e storia antica presso le Universit√† di Losanna e Ginevra. Ha poi diretto diversi progetti archeologici, tra cui lo studio della fortezza accanto alla citt√† romana di Epomanduodurum (Mandeure, Francia). Attualmente sta lavorando alla sua tesi di dottorato¬†La geografia del potere nella provincia di Maxima Sequanorum, che studia l’organizzazione territoriale di questa provincia romana ed i luoghi in cui venivano esercitati i poteri militari, amministrativi e religiosi. Si √® registrato sotto la¬† supervisione congiunta delle universit√† di Parigi IV-Sorbonne e Losanna. Per le sue ricerche in Italia, riceve una borsa doc.Mobility del Fondo Nazionale Svizzero per la Ricerca Scientifica.

H18:00‚Äď21:00
Selezione di articoli e testi, giardino
Lukas Ingold e Josy Luginb√ľhl, ricercatori

Selezione di articoli e testi,¬†a cura di¬†Lukas Ingold¬†e¬†Josy Luginb√ľhl
I ricercatori Lukas Ingold e Josy Luginb√ľhl presentano una selezione di testi e articoli, a disposizione del pubblico per approfondimenti. L‚Äôargomento trattato √® l‚Äôesame di alcune figure mitologiche, scelte secondo il loro legame con le tematiche dell’inconscio e del sogno, dell’ipnosi e del desiderio. Sar√† inoltre presentata una ricerca sull’origine e l’evoluzione del termine¬†grotesque.

Lukas Ingold (1985, Langenthal) ha studiato architettura all’ETH di Zurigo, dove si è laureato nel 2012. Ha lavorato presso lo studio di Christian Kerez ed è attualmente ricercatore all’ETH di Zurigo presso la Cattedra di Progettazione Strutturale del Prof. Dr. Joseph Schwartz. La sua ricerca verte sulla storia dell’architettura e dell’ingegneria del dopoguerra in Italia e in particolare sul lavoro di Sergio Musmeci. Durante il suo soggiorno di studio a Roma è ricercatore ospite presso l’Università Tor Vergata.

Josy Luginb√ľhl¬†(1987, Bern) ha studiato Archeologia del Mediterrano e delle Provincie Romane e Storia dell‚Äôarte presso l‚ÄôUniversit√† di Berna. Dopo la conclusione del master, dal 2012 √® assistente presso la Cattedra di Archeologia del Mediterraneo dell‚ÄôUniversit√† di Berna. Cura la collezione delle antichit√† classiche, svolge attivit√† d‚Äôinsegnamento e si occupa del coordinamento tecnico dell‚ÄôErasmus/SEMP. Inoltre fa parte del Consiglio dell‚ÄôAssociazione svizzera per l‚ÄôArcheologia classica (SAKA). Attualmente sta lavorando alla sua dissertazione¬†Con la penna, il libro e lo specchio. Ricerche sulla diffusione della lettura e della scrittura presso le donne romane sostenuta da ritrovamenti archeologici, raffigurazioni e l‚ÄôInstrumentum domesticum. Oltre alla ricerca archeologica coltiva la passione per le attivit√† museali.

H18:00‚Äď21:00
Performance, giardino
Numero Cromatico

Dreamask è uno strumento per la stimolazione dell’attività onirica e per il ricordo dei suoi contenuti al risveglio. Una modalità, quindi, per stimolare l’attività creativa dei singoli individui e per raccoglierne i risultati.
‚ÄúTutti sogniamo, anche chi afferma di non farlo. Molto spesso non ricordiamo il contenuto dei nostri sogni oppure, anche ricordandoli, non gli diamo grande importanza. Sul significato del sogno la scienza non √® stata ancora capace di dare tutte le risposte. La letteratura sull‚Äôargomento definisce l‚Äôattivit√† onirica come un processo atto a soddisfare pulsioni legate a contenuti rimossi durante lo stato cosciente. Pi√Ļ recentemente si √® anche proposto che i sogni funzionino come un meccanismo di difesa per gli individui, in cui possiamo simulare, e prepararci a eventi potenzialmente minacciosi. A prescindere dal suo significato biologico, il sogno √® un‚Äôattivit√† creativa quotidiana insita in ogni individuo.‚ÄĚ

Numero Cromatico è una realtà che pone la ricerca scientifica come base della sperimentazione artistica. Membri del gruppo sono Dionigi Mattia Gagliardi, Salvatore Gaetano Chiarella, Manuel Focareta, Marco Marini, Danilo Innocenti, Jacopo Natoli, Luna Sarti, Giulia Torromino. Il Centro si avvale degli strumenti teorici e tecnologici delle arti contemporanee e dell’attuale sperimentazione scientifica, allo scopo di studiare, manipolare e stimolare il coinvolgimento del fruitore nel processo artistico. I risultati di tali esperimenti vengono poi analizzati ed elaborati fino alla creazione di vere e proprie opere d’arte.

H18:30 e H19:30
Performance, sala Elvetica
Leo Hofmann musicista

Teleprompter Paradise ‚ÄstMini-melodramma elettronico per due performer
‚ÄúSe siamo tutti musicisti e strumenti allo stesso tempo, se siamo i nostri stessi suggeritori, qual √® il tipo di risonanza che viene prodotta? Come moduliamo i nostri desideri su un‚Äôunica onda?¬†Teleprompter Paradise¬†affronta il desiderio di lasciare che sia qualcun altro a parlare per noi. In questo ‚Äúmelodramma elettronico‚ÄĚ due performer indagano la musica in quello spazio teso tra immutabilit√† e transitoriet√†.¬† disponendo non solo della propria voce, usata come strumento, ma anche di sensori e di dispositivi per controllare i propri gesti; inoltre la loro attenzione, il loro sguardo e i loro gesti sono usati per dirigere e commentare la messa in scena della musicalit√†. Le labbra e gli occhi misurano l‚Äôenfasi esercitata tra loro e sul pubblico, e catturano le reazioni per poterle amplificare – fino a quando non viene evocato il fantasma di una buona fata, che gioca al telefono senza fili con tutti i partecipanti.‚Ä̬†Leo Hofmann

Leo Hofmann¬†(1986, Zurigo) compone e suona musiche per opere teatrali, performance del suono e sperimenta diverse forme di ascolto audio. La voce, nel suo aspetto sonante e performativo, √® elemento centrale nei suoi lavori cos√¨ come la ricerca del tatto e della corporeit√† nella musica. Nel 2013 ha concluso un master in Contemporary Arts Practice alla Hochschule der K√ľnste di Berna e ha ottenuto il premio Giga-Hertz F√∂rderpreis f√ľr elektronische Musik del ZKM Karlsruhe, la borsa Klangkunst-Stipendium della HBK Braunschweig e il premio Medienkunstpreis Oberrhein. Sotto la sua direzione sono nati diversi lavori di musica sperimentale per il teatro, e i suoi lavori da solista sono stati presentati in diversi festival. √ą co-fondatore dell‚ÄôInstitut f√ľr angewandtes Halbwissen, un‚Äôassociazione di produzione e ricerca che lavora in maniera temporanea presso festival e istituzioni.

H21:30‚Äď00:30
Cinema muto e sonorizzazioni dal vivo, giardino
IOIC –¬†Institute of Incoherent Cinematography

L’IOIC, con sede a Zurigo, promuove il cinema muto e la sua rappresentazione tramite la sonorizzazione dal vivo. Le esecuzioni dal vivo tengono conto di differenze culturali e sociali, e mirano a includere musicisti, artisti del suono, gruppi, ensambles, e orchestre composte da artisti di varie età che rappresentano diversi stili musicali.

Programma proiezioni

H21:30
Dream of a Rarebit Fiend (USA 1906, 7 min) di Wallace McCutcheon & Edwin S. Porter
Le Rève d’un fumeur d’opium (France 1908, 5 min) di Georges Méliès
Princess Nicotine; or, The Smoke Fairy (USA 1909, 5 min) di J. Stuart Blackton
La Folie du Docteur Tube (France 1915, 10 min) di Abel Gance
Live Score by Toktek (elettronica, basso)

H22:15
Balan√ßoires¬†(France 1928, 30 min) di No√ęl Renard
Live Score by Bit-Tuner (elettronica)

H23:00
Meshes of the Afternoon (USA 1943, 14 min) di Maya Deren
At Land (USA 1944, 14 min) di Maya Deren
Live Score by Das Reum (voce, elettronica)

H23:15
La coquille et le clergyman (France 1928, 40 min) di Germaine Dulac
Live Score by Das Reum, Bit-Tuner, and Toktek
Rea Dubach (voice, elettronica), Marcel Gschwend (elettronica) & Tom Verbruggen (elettronica, basso)

Sabato 24 giugno 2017
Istituto Svizzero di Roma

H01:00‚Äď04:15am
Sleep concert Cavemusic, Sala Elvetica
Concerto notturno di Daniela Bershan, artista

Con lo pseudonimo Baba Electronica l‚Äôartista visiva Daniela Bershan pratica l‚Äôarte del DJ come ingegnere e custode, colei che si prende cura di macchine, persone, emozioni, economie e ecologie a lei affidate. Quest‚Äôarte, connessa ad antiche pratiche (femminili) di stregoneria e a rituali collettivi di guarigione, √® intesa come strumento per costruire muscoli e corpi resilienti, gioiosi e forti. Fare la DJ √® in questo senso impegnarsi a comprendere in che modo l‚Äôinformazione viene trasferita e come il potere agisce costantemente sui corpi.¬†Cavemusic¬†√® un rituale sperimentale in cui al pubblico viene chiesto di rispettare tre semplici regole: 1) stare in orizzontale 2) stare comodi 3) stare fermi. Il pubblico √® invitato a sdraiarsi per fare un’esperienza somatica collettiva. Utilizzando gli strumenti del live djing, Baba Electronica incanala e astrae¬†pop-loops¬†al punto da renderli irriconoscibili. Sottrae il materiale alla sua estetica consueta e alle strutture ritmiche per mostrarne l‚Äôessenza: la spinta emotiva che √® stata iscritta nel corpo sociale collettivo. C‚Äô√® da aspettarsi un’avventura sonica e corporea molto lenta, profonda e visionaria.
Saranno messi a disposizione materassi e coperte.

Daniela Bershan¬†aka¬†Baba Electronica¬†√® un‚Äôartista visiva e Dj che pu√≤ essere descritta al meglio come vagabonda dei media e intrepida campionatrice. Nel suo lavoro ‚Äď che va dalla scultura alla performance, all‚Äôorganizzazione sociale ‚Äď la DJ/Producer campiona ed √® a sua volta campionata costantemente. Bershan ha co-fondato e dirige il progetto artistico Fatform (NL), ed √® tra le organizzatrici di¬†Elsewhere & Otherwise¬†presso il Performing Arts Forum (FR). I suoi lavori, progetti e performances sono stati rappresentati, tra gli altri, alla Biennale di San Paolo, 29esima edizione, (BR), De Appel Arts Centre (NL), Frankfurter Kunstverein (DE), KunstenfestivaldesArts (BE), Museum Katharinenhof (DE), W139 (NL), Portikus (DE), NAS Gallery Sydney (AU), Capacete (BR), Smart Project Space (NL), Paradiso (NL), K√ľnstlerhaus Graz (AT) e la Triennale Luxembourg (LUX).

Ho5:00‚Äď05:30am
Colazione, terrazza Dipendenza

H05:30‚Äď07:30
DanceFirst, risveglio in movimento
Max Passante, Dj

L‚Äôalba √® caratterizzata dall‚Äôinvito al movimento.¬†DanceFirst¬†di Max Passante propone un risveglio collettivo durante il quale, stimolati dalla musica, si generano i primi gesti d‚Äôespressione corporea e di danza. Si danzer√† a piedi scalzi sul prato, seguendo i ritmi suggeriti dalla musica e abbandonando la comunicazione verbale per lasciare spazio a quella corporea. Si √® invitati a partecipare dall’inizio e per tutta la durata dell’iniziativa (2 ore).

Max Passante¬†√® un appassionato conoscitore di musica a 360¬į, con una predilezione per le nuove sonorit√† e per la musica elettronica. Matura la sua competenza frequentando la scena delle produzioni indipendenti musicali napoletane. Nel 1995, assieme ai Planet Funk, fonda l‚Äôetichetta indipendente Bustin Loose Recordings contribuendo al lancio di artisti come Karen Ramirez, Gaudi e degli stessi Planet Funk. Dall‚Äôamicizia personale con Robert Del Naja √® nata una stabile collaborazione con i Massive Attack e dal 2000 √® il supporter DJ italiano del gruppo inglese. E’ stato invitato a esibirsi nei principali festival musicali del mondo, tra cui Montreaux Jazz Festival, Big Chill, Bestival, Secret Garden e Latitude. Nel 2013 lancia a Roma i party alcol free¬†Transitio-n¬†‚Äď la nuova frontiera del cosiddetto ‚Äúdivertimento consapevole‚ÄĚ. Nel 2015 ha importato in Italia il format inglese Morning Gloryville, leader mondiale degli AM Party. Dal 2013 ha contribuito ad introdurre nel nostro Paese la pratica americana¬†5Rhythms Dance¬†(5Ritmi) per la quale sviluppa annualmente il programma di eventi e corsi italiani, oltre a condurre a Roma e Napoli le classi settimanali¬†5Ritmi Sweat¬†in qualit√† di¬†spaceholder¬†certificato.

H07:30‚Äď10:00
Dj set, giardino
Egon Elliut, musicista

Egon Thuile¬†(1988) vive e lavora a Berlino, Germania. √ą un compositore ed esecutore di musica elettronica. Il suo modo di procedere e di intendere la musica come un corpo, sia acusticamente che visivamente, si concentra spesso pi√Ļ sul carattere del brano individuale che sull‚Äôaderenza al genere. La maggior parte della sua musica √® strutturata al minimo, ed √® registrata e suonata in singoli take. Nel corso degli anni Egon ha esposto molte opere basate sul suono, accanto a installazioni e performance di artisti del calibro di CleŐĀmence Seilles, Claudia Comte, Adrien Missika, Jerszy Seymour. Ha lavorato inoltre con lo stilista francese Andrea Crews, il designer di collane di lusso VK Lillie e il ballerino di danza contemporanea M.J. Harper. Nel 2014 Egon ha lanciato il suo primo disco¬†Act Natural, presentato nel corso di una proiezione di video da lui girati, alla fiera ABC a Berlino.