08.09.2020

The EU & Italy in Libya

Residenze, Talk, Tavola rotonda, Roma

H18:00
Ingresso: Via Liguria 20
Su prenotazione

Information

Biographies

Zawiya

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Dates
08.09.2020
Location
Roma
Category
Residenze, Talk, Tavola rotonda
Information

H18:00
Ingresso: Via Liguria 20
Su prenotazione

I venerdì pomeriggio
I venerdì pomeriggio all’Istituto Svizzero sono dedicati ai nostri residenti. È un’occasione per il pubblico per conoscere in dettaglio i progetti ai quali stanno lavorando durante la residenza di quest’anno.

The EU & Italy in Libya
Discussing the politics of complicity in border externalisation

La crisi che ha colpito la Libia a partire dalla metà del 2014 è stata perlopiù definita una “crisi migratoria” dall’Unione Europea e dall’Italia. Diverse strategie di politica estera hanno cercato di affrontare l’insicurezza della zona nel periodo post-Gedhafi, attraverso l’esternalizzazione dei confini e il tentato contenimento dei flussi migratori verso l’Europa. La natura frammentaria degli interventi e del supporto esteri alla crisi libica ha fatto in modo che questi aiuti si traducessero in vario modo: dall’addestramento della guardia costiera libica, al trasferimento di fondi per la crisi umanitaria, alla fornitura di servizi di emergenza per i migranti detenuti. In questo contesto, le carceri libiche sono divenute parte di un giro d’affari molto conveniente per chi le gestisce. Sebbene le agenzie di finanziamento raramente forniscano supporti diretti alle autorità locali responsabili di questioni migratorie, hanno ben poche possibilità di evitare che gli aiuti forniti finiscano per essere strumentalizzati dalle strutture parastatali e dai militari, attivi nell’”economia delle carceri” e nel traffico di esseri umani. Il flusso di finanziamenti italiani ed europei destinati al mantenimento delle strutture carcerarie ha luogo in parallelo al supporto fornito alla guardia costiera libica per intercettare i migranti e riportarli in Libia, e impone dunque che si discuta sulla questione della responsabilità internazionale.

La tavola rotonda riunirà accademici, giornalisti e avvocati che discuteranno alcune questioni correlate alle conseguenze della cooperazione di Europa e Italia con la Libia nel processo di esternalizzazione dei confini e di controllo migratorio: quali sono le sfide legali e politiche che solleva il coinvolgimento di Europa e Italia nel controllo migratorio? Quali sono gli attuali sviluppi geopolitici in Libia e come questi impattano sulle preoccupazioni di politica estera italiana ed europea in termini di controllo migratori? Quali livelli di responsabilità si possono rintracciare in relazione al trattamento disumano a cui sono costretti i migranti nei centri di detenzione?

Relatori

Kiri Santer ha ottenuto nel 2015 un MA in Antropologia e Sociologia alla School of Oriental and African Studies (SOAS) di Londra. Dottoranda in Sociologia Politica e Antropologia Giuridica all’Università di Berna con una borsa di studio Doc.ch del Fondo Nazionale Svizzero, ha partecipato al programma Roma Calling 2019/2020 come research fellow all’Istituto Svizzero di Roma. Nell’ambito della sua tesi post-dottorale, si sta occupando degli effetti della creazione di una Libyan Search and Rescue Region per le nozioni politiche e legali della responsabilità della morte in mare.

Francesca Mannocchi è una giornalista freelance, si occupa di migrazioni e conflitti e collabora con numerose testate italiane e internazionali (L’Espresso, Stern, Al Jazeera English, The Guardian, The Observer) e televisioni italiane (SkyTg24, La7, Rai3). Ha realizzato reportage in Siria, Iraq, Palestina, Libia, Libano, Afghanistan, Egitto, Turchia, Yemen. Ha ricevuto il Premiolino per il giornalismo nel 2016 e il Premio Giustolisi con l’inchiesta Missione impossibile (LA7) sul traffico di migranti e sulle carceri libiche, il Premio Ischia per il giornalismo 2019 e il Premio Ivan Bonfanti per il giornalismo. Nel 2018 il documentario ‘ISIS, tomorrow’ diretto con il fotografo Alessio Romenzi e girato in Iraq durante la guerra di Mosul, è stato presentato alla 75° edizione del Festival Internazionale del Cinema di Venezia. Ha scritto tre libri: Io Khaled vendo uomini e sono innocente (Einaudi), Porti ciascuno la sua colpa (Laterza) e Libia (INK Mondadori).

Charles Heller è ricercatore e filmmaker, il cui lavoro si è a lungo concentrato sulle politiche di migrazione. Nel 2015 ha completato un PhD presso Goldsmiths, University of London, presso la quale continua a essere affiliato come research fellow. Nell’anno 2019/2020 è stato ricercatore post-dottorale supportato dal Fondo Nazionale Svizzero. È inoltre affiliato all’agenzia di ricerca investigativa ‘Forensic Oceanography’, parte del ‘Forensic Architecture’ alla Goldsmiths. 

Diletta Agresta si occupa per ASGI del coordinamento operativo del progetto Sciabaca, dove cura il mantenimento della rete con le organizzazioni africane impegnate nella presentazione di azioni strategiche congiunte, l’organizzazione di sopralluoghi giuridici di ricerca e iniziative di diffusione. Diletta si è occupata per diversi anni di supporto e accompagnamento legale di richiedenti asilo e rifugiati in Italia. All’estero ha collaborato nella promozione dei diritti delle minoranze, lavorando a supporto della minoranza gitana nel Sud della Spagna e delle popolazioni Q’eqchi maya in Belize.

Alberto Pasquero per oltre dieci anni si è occupato di contrasto ai crimini di guerra e alla criminalità organizzata nei Balcani. Tra le altre cose è stato funzionario della procura speciale del Kosovo ed osservatore dei processi penali in Serbia. Negli ultimi anni, dopo aver lavorato come commissario presso la Commissione Territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale a Trapani, lavora a Torino come avvocato nel campo del diritto dei rifugiati e dell’immigrazione.

 

 

 

L’evento ha una capacità limitata. Le prenotazioni saranno disponibili a partire dal 24 agosto.

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