04.04.2020

L’Unione Europea e l’Italia in Libia

Residenze, Tavola rotonda, Roma

POSTICIPATO
Data da destinarsi

Introduction

Programme

Biographies

Dates
04.04.2020
Location
Roma
Category
Residenze, Tavola rotonda
Information

POSTICIPATO
Data da destinarsi

I venerdì pomeriggio
I venerdì pomeriggio all’Istituto Svizzero sono dedicati ai nostri residenti. È un’occasione per il pubblico per conoscere in dettaglio i progetti ai quali stanno lavorando durante la residenza di quest’anno.

L’Unione Europea e l’Italia in Libia
Discussione sulle politiche della complicità in uno stato diviso

Il consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha fornito la cornice giuridica per l’intervento militare in Libia nel 2011, portando, insieme alle sollevazioni popolari del paese, alla rimozione del colonnello Muammar al-Gheddafi, comandante supremo della Libia per 42 anni. Da allora, l’insicurezza prevale in Libia e raggiunge nuovamente il picco nella primavera del 2019, quando il generale Haftar ha tentato di impadronirsi della capitale. Lo “stato fallito” – come lo hanno etichettato alcuni commentatori – rimane diviso: ad occidente il governo di accordo nazionale (GNA) appoggiato a livello internazionale, ad oriente l’esercito nazionale libico (LNA) del generale Haftar. Durante la guerra, la maggior parte delle ambasciate e missioni di assistenza hanno trasferito i loro uffici nella vicina Tunisi.

In questa situazione di tumulto generalizzato, migliaia di migranti rimangono intrappolati nei centri di detenzione in tutto il paese. L’UE e l’Italia hanno investito ingenti somme nel contenimento dei flussi migratori addestrando la guardia costiera libica e allo stesso tempo finanziando progetti di aiuti umanitari di emergenza per coloro che sono intrappolati nei centri di detenzione. I centri di detenzione sono diventati un modello di business redditizio per coloro che sono coinvolti nella loro gestione, nonostante gli enti che finanziano i progetti in suddette strutture raramente forniscono sostegno finanziario diretto alle autorità locali responsabili degli affari migratori. Tuttavia, i finanziamenti e gli aiuti elargiti rischiano in ogni caso di essere strumentalizzati da strutture statali parallele e milizie attive nella “economia” della detenzione.

Allo stesso tempo, le potenze internazionali hanno preso parte al conflitto libico tanto da trasformare la guerra civile in una proxy-war (guerra per procura), con le ingenti risorse di petrolio e di gas sullo sfondo. Il flusso di aiuti europei e italiani per il mantenimento delle strutture e del sistema di detenzione impone la necessità di una discussione sui profili di responsabilità internazionale in tale contesto.

Questa tavola rotonda mette insieme accademici, giornalisti e avvocati che discuteranno alcune delle seguenti questioni in relazione ai rischi scatenati dagli interventi continui (ed esterni) nell’ambito di uno stato diviso:

– Quali sfide legali e politiche vengono poste dal coinvolgimento dell’UE e dell’Italia nel controllo delle migrazioni in Libia?

– Quali sono i profili di responsabilità dell’UE e dell’Italia per il supporto di progetti ed attività all’interno di centri di detenzione che pongono in essere gravi e conclamate violazioni dei diritti dei migranti?

– Quale ruolo svolgono le milizie nelle economie (lecite e illecite) del frammentato stato libico?

– Come funzionano le forme contemporanee di violenza lungo le complesse catene di relazioni che si intrecciano nel frammentato stato libico?

Relatori

Diletta Agresta
Diletta Agresta si occupa per ASGI del coordinamento operativo del progetto Sciabaca, dove cura il mantenimento della rete con le organizzazioni africane impegnate nella presentazione di azioni strategiche congiunte, l’organizzazione di sopralluoghi giuridici di ricerca e iniziative di diffusione. Diletta si è occupata per diversi anni di supporto e accompagnamento legale di richiedenti asilo e rifugiati in Italia. All’estero ha collaborato nella promozione dei diritti delle minoranze, lavorando a supporto della minoranza gitana nel Sud della Spagna e delle popolazioni Q’eqchi maya in Belize.

Emadeddin Badi
Emadeddin Badi è un ricercatore e analista politico che si concentra sulla governance, sui conflitti e sull’economia politica della Libia e del Sahel. Ha lavorato come consulente per diverse organizzazioni di cooperazione allo sviluppo. È un commentatore frequente sullo sviluppo libico e i suoi articoli e analisi sono stati ampiamente diffusi e pubblicati, in particolare su The World Today, Carnegie Endowment for International Peace’s SADA Journal, World Politics Review, War on the Rocks e molti altri. Emad è uno studioso non residente al programma Counterterrorism and Extremism del Middle East Institute. È anche un nuovo Policy Leader Fellow presso la School of Transnational Governance dell’European University Institute di Firenze, Italia.

Samuel Gratacap
Come fotografo il cui lavoro appartiene sia al campo delle arti visive che al fotogiornalismo, Samuel Gratacap è interessato ai fenomeni migratori e alle aree di transito generate dai conflitti contemporanei. I suoi progetti sono il risultato di lunghi periodi di immersione, il tempo necessario per comprendere la complessità delle situazioni e ripristinare ciò che, al di là di numeri, flussi, mappe, dati geopolitici e notizie dei media, costituisce il cuore: traiettorie ed esperienze personali.

Francesca Mannocchi
Francesca Mannocchi è una giornalista freelance, si occupa di migrazioni e conflitti e collabora con numerose testate italiane e internazionali (L’Espresso, Stern, Al Jazeera English, The Guardian, The Observer) e televisioni italiane (SkyTg24, La7, Rai3). Ha realizzato reportage in Siria, Iraq, Palestina, Libia, Libano, Afghanistan, Egitto, Turchia, Yemen. Francesca Mannocchi ha ricevuto il Premiolino per il giornalismo nel 2016. Ha vinto il Premio Giustolisi con l’inchiesta Missione impossibile (LA7) sul traffico di migranti e sulle carceri libiche, il Premio Ischia per il giornalismo 2019 e il Premio Ivan Bonfanti per il giornalismo. E’ stata finalista al Kurt Shork Journalism Award 2017, al Fetisov Award for Journalism nel 2019, al Premio Luchetta, al Premio Ilaria Alpi e al DIG Award. Nel 2018 il documentario ‘ISIS, tomorrow’ diretto con il fotografo Alessio Romenzi e girato in Iraq durante la guerra di Mosul, è stato presentato alla 75° edizione del Festival Internazionale del Cinema di Venezia. Ha scritto tre libri: Io Khaled vendo uomini e sono innocente (Einaudi), Porti ciascuno la sua colpa (Laterza) e Libia (INK Mondadori).

Alberto Pasquero
Alberto Pasquero per oltre dieci anni si è occupato di contrasto ai crimini di guerra e alla criminalità organizzata nei Balcani. Tra le altre cose è stato funzionario della procura speciale del Kosovo ed osservatore dei processi penali in Serbia. Negli ultimi anni, dopo aver lavorato come commissario presso la Commissione Territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale a Trapani, lavora a Torino come avvocato nel campo del diritto dei rifugiati e dell’immigrazione.

Kiri Santer
Kiri Santer sta svolgendo ricerche per il suo dottorato sugli effetti della creazione della SAR libica in relazione alle nozioni politiche e legali di responsabilità per le morti in mare. Ha ricevuto una borsa di studio Doc.CH dalla Swiss Nation Science Foundation per il suo dottorato di ricerca in antropologia legale. Ha completato un Master in Antropologia e Sociologia presso la SOAS, Università di Londra nel 2015 ed è ora ricercatrice presso l’Istituto Svizzero di Roma per il programma di residenza “Roma Calling 2019/2020”.

Programma

– Kiri Santer (ricercatrice Università di Berna e residente all’Istituto Svizzero, Roma), Introduzione

– Francesca Mannocchi (giornalista), (Titolo provvisorio) Documentare la Libya: le sfide del lavoro d’inchiesta prima e dopo il memorandum d’intesa Italia-Libia del 2017

– Diletta Agresta (ASGI – Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione), I progetti Sciabaca e Oruka: dimensione esterna della gestione delle frontiere dell’UE e strategie transnazionali per contrastare la limitazione del diritto di asilo

– Alberto Pasquero (avvocato, ASGI), Penalmente responsabili? Le ONG e il contributo degli Stati membri dell’UE al sistema dei centri di detenzione in Libia

– Emad Badi (ricercatore, EUI Firenze), (Titolo provvisorio) Il contributo delle politiche estere internazionali all’attività delle milizie in Libia

– Samuel Gratacap fotografo e borsista di Villa Medici, Roma), Presentazione della serie fotografica “Les Naufragés” (Il naufragio), centro di detenzione di Zaouia, Libia 2014

Discussione e domande del pubblico

Il programma si concluderà con un momento conviviale che invita il pubblico ad approfondire le tematiche affrontate durante l’evento.

NB: questo evento si terrà in italiano e inglese.

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