27.10.2022

#pasolinisbodiesandplaces

Letteratura, Proiezione, Roma

H20:30-23:30
Via Cadore / Via Liguria 20

Dates
27.10.2022
Location
Roma
Category
Letteratura, Proiezione
Information

H20:30-23:30
Via Cadore / Via Liguria 20

#pasolinisbodiesandplaces
Pier Paolo Pasolini: corpi e luoghi

In occasione del centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini, l’Istituto Svizzero gli rende omaggio con la proiezione sulle mura esterne di Villa Maraini (sede dell’Istituto Svizzero) di alcune pagine del libro ‘Pier Paolo Pasolini: corpi e luoghi’ (Theorema nel 1981) di Michele Mancini e Giuseppe Perrella.
L’installazione √® ideata da Benedikt Reichenbach e sar√† visibile in via Cadore il 27 ottobre dalle H20:30 alle H23:30, mentre saranno servite bibite in v
ia Liguria 20.

Durante la serata saranno in vendita alcune copie del libro, grazie alla presenza della libreria Leporello.

L’installazione √® realizzata in collaborazione con l’Hotel W Rome e sar√† visitabile in concomitanza con l’inaugurazione di Pier Paolo Pasolini. TUTTO √ą SANTO – Il corpo veggente alle Gallerie Nazionali di Arte Antica – Palazzo Barberini.

Pier Paolo Pasolini. Tutto è Santo è un grande progetto espositivo coordinato e condiviso dall’Azienda Speciale Palaexpo di Roma, le Gallerie Nazionali di Arte Antica e il MAXXI-Museo nazionale delle arti del XXI secolo, in occasione del centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini.
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Nel 1980, a Roma, una piccola cooperativa di critici cinematografici, tra cui Michele Mancini e Giuseppe Perrella, ha prodotto un libro di 600 pagine, misterioso, elaborato ma dall’aspetto semplice, con quasi 1800 immagini in bianco e nero, intitolato ‘Pier Paolo Pasolini: corpi e luoghi’. Le immagini sono state scattate direttamente da una copia di proiezione al tavolo di montaggio, utilizzando una macchina fotografica da 35 mm con un obiettivo macro. A lungo dimenticato e fuori catalogo, nel 2017 √® stata pubblicata una riedizione in facsimile inglese, ‘Pier Paolo Pasolini: bodies and places’, a cura di Benedikt Reichenbach ed Edition Patrick Frey.

Mancini e Perrella tentano di archiviare ci√≤ che sostengono abbia fatto Pasolini: far emergere, come scrivono, ¬ęquella sorta di codice inespresso e inconscio tramite il quale nella vita quotidiana riconosciamo e agiamo la nostra esperienza del mondo¬Ľ, per rendere ¬ęvisibile un eterogeneo di pratiche afasiche e segrete, ‚Äėprimitivo‚Äô e nascosto alle nostre societ√† ‚Äėilluminate‚Äô¬Ľ. Secondo alcune recensioni dell’epoca ¬ęsi tratta della pubblicazione pi√Ļ pasoliniana fino ad oggi¬Ľ (Alberto Farassino), ¬ęuno strumento indispensabile per la ricerca futura¬Ľ (Tullio Kezich), ¬ęnon solo un libro illustrato ma un modello unico di critica¬Ľ (Adriano Apr√†).

A pochi anni dall’improvvisa scomparsa dell’intellettuale, il volume¬†√® stato uno sforzo colossale per rendere i suoi film accessibili al di l√† delle sale cinematografiche e per dare accesso a Pasolini senza trasformarlo in un monumento di¬†questo o quel tipo. L’occasione all’Istituto Svizzero celebra anche Lumina, un’installazione multimediale con materiali del libro che Mancini e Perrella presentarono 40 anni fa a Roma nell’allora abbandonata Galleria Colonna (oggi Galleria Alberto Sordi) e poi in altri luoghi in Italia, a Parigi, a Berlino e persino a Vilnius.

In linea con il credo del grande regista, portare la materia dove vuole, il progetto #pasolinisbodiesandplaces insegue la qualità magica e anche globale del libro e del film. Nel 2022, visto che la nostra capacità di identificazione viene allenata fin troppo bene con la minima attività offline o online, mascherare le categorie che sono state così importanti per costruire Corpi e luoghi sembra una strategia adeguata. Come già messo in luce nel libro originale, le griglie di immagini parlano da sole e ci fanno immaginare un mondo al di là delle identità fisse. 

Dal 2018, l’archivio di Michele Mancini (manoscritti, appunti, corrispondenza) √® accessibile presso la biblioteca del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, in attesa di essere finalmente studiato pi√Ļ da vicino.

‚ÄĒ Benedikt Reichenbach