24.09.2021—30.09.2022

Latifa Echakhch

Arte, Installazione, Roma

Installazione site-specific nel giardino dell’Istituto Svizzero

Dates
24.09.2021
30.09.2022
Location
Roma
Category
Arte, Installazione
Information

Installazione site-specific nel giardino dell’Istituto Svizzero

L’Istituto Svizzero presenta Story Line (2021), un’installazione site-specific dell’artista Latifa Echakhch che troverà spazio nel giardino di Villa Maraini.
L’opera è stata inaugurata nel corso di September Calling, la serata di presentazione dei Fellow 2021/2022.

L’installazione Story Line di Latifa Echakhch evoca ricordi, e forse anche una sorta di nostalgia. Costituita da strutture metalliche convenzionali usate per l’assemblaggio dei palchi dei concerti, ci narra di una notte di dissolutezza: rammentiamo i concerti all’aperto della nostra gioventù, le notti intere passate a ballare ai festival dormendo a stento in modeste tende sul suolo umido. Non a caso, l’inaugurazione dell’opera ha coinciso con il concerto che ogni settembre ha luogo nel giardino dell’Istituto Svizzero a Roma. Nell’autunno 2021 il lavoro di Latifa Echakhch assume anche una connotazione ulteriore: i mesi della pandemia sono stati (e sono tuttora) accompagnati da una nostalgica reminiscenza delle notti con musica e corpi sudati danzanti. La speranza che tutto ciò sia di nuovo possibile è grande.

Latifa Echakhch (nata nel 1974 a El Khnansa, Marocco, vive e lavora in Svizzera) introduce spesso associazioni con ‘ricordi culturali’ che rivelano una relazione complicata, in cui la valenza simbolica è sottratta, la sua assenza suggerisce un significato e una presenza completamente nuovi. Echakhch reimmagina e rivaluta gli oggetti trovati e defamiliarizza il vernacolo, mettendone in discussione il significato e, in generale, il nostro rapporto e i preconcetti verso tali oggetti. Solo quando oggetti presumibilmente conosciuti sono stati svuotati del loro significato originale possono essere letti in diversi modi. Riferendosi e appropriandosi degli archetipi, delle ideologie del modernismo e oltre, l’artista riflette sulla percezione spesso prevenuta delle identità nazionali e religiose in opere che sono sia poetiche che concettuali, e mette in discussione la semantica dei paradigmi culturali, fornendo invece ciò che l’artista chiama “trasfigurazione poetica”.
Latifa Echakhch rappresenterà la Svizzera alla prossima Biennale di Venezia 2022; il suo lavoro è stato esposto a livello internazionale in diverse mostre personali. Ha vinto lo Zurich Art Price (2014) e il Prix Marcel Duchamp (2013).

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