16.07.2022—30.09.2022

Hypermaremma

Arte, Installazione, Pescia Fiorentina, Capalbio

As part of Hypermaremma

Dates
16.07.2022
30.09.2022
Location
Pescia Fiorentina, Capalbio
Category
Arte, Installazione
Information

As part of Hypermaremma

Nell’ambito della quarta edizione del festival Hypermaremma, l’Istituto Svizzero sostiene la partecipazione di Claudia Comte, che per l’occasione ha ideato una nuova opera lunga 105 metri e alta 5 che racconta ed enfatizza le origini agricole del territorio. L’opera In Nature Nothing Exists Alone (il titolo è una citazione tratta dall’autrice Rachel Carson) è posizionata in un campo di grano adiacente a Pescia Fiorentina, ed è interamente composta da tronchi di pino provenienti dal Monte Amiata e sottratti alla costruzione edile, impiegando un materiale naturale per scandire un messaggio nella natura stessa.

Claudia Comte crea imponenti installazioni ambientali che esaminano questioni a lei care come il cambiamento climatico, l’ecologia e l’inquinamento globale, partendo proprio dall’osservazione naturale e della sua mutevolezza. Attraverso il suo lavoro, l’artista parla della memoria dei materiali e della sapiente arte dell’artigianato. Nata e cresciuta a Grancy, un piccolo villaggio ai piedi del Mont Tendre, l’artista inserisce una forte componente autobiografica in tutti i suoi lavori: l’elemento della foresta appartiene alla memoria dell’artista e ai suoi ricordi d’infanzia, costituendo i primissimi elementi in grado di influenzare la traduzione del paesaggio nelle sue creazioni.

In Nature Nothing Exists Alone è un progetto a cura di Ilaria Marotta e Andrea Baccin.
Realizzato con il supporto di Fattoria Stendardi, di Giorgio Stefanelli e di CURA.

L’edizione di quest’anno di Hypermaremma, che dal 2019 anima la Maremma Toscana, torna con un programma ancora più ricco di interventi site specific in alcuni luoghi iconici e storici del territorio. Dall’installazione di Giuseppe Gallo e la performance di Rachel Monosov che hanno aperto la stagione, fino alle opere di Maurizio Nannucci, Claudia Comte, la performance di Francesco Cavaliere e molto altro ancora.

Claudia Comte (Grancy, Svizzera, 1983) lavora tra i diversi media, spesso combinando sculture o installazioni con dipinti murali per creare ambienti in cui le opere si relazionino tra loro con un ritmo visivo che è sia metodico che giocoso. Il suo lavoro è definito dall’interesse per la memoria dei materiali e da un’attenta osservazione della relazione tra uomo e tecnologia. I materiali impiegati dall’artista non hanno solo una memoria, ma possiedono anche una conoscenza degli ambienti a cui appartengono. Il marmo, per esempio, implica l’oceano, la vita sotto l’acqua è cristallizzata e sarebbe quindi impreciso, secondo Comte, vedere questo materiale come duro, poiché in realtà ha un nucleo essenzialmente liquido. Il legno invece ‘ricorda’ le condizioni climatiche del pianeta e la foresta che incarna le migliaia di processi simbiotici che permettono aria, energia, respirazione, crescita, cibo, riparo. Il lavoro di Claudia Comte apre il nostro sguardo all’ambiente, all’ossigeno, al modo in cui le condizioni del nostro pianeta modificano i materiali. Tra le sue ultime mostre personali: The Dreamers, 58th October Salon – Biennale di Belgrado (SB), After Nature, Museo Nacional Thyssen-Bornemisza, Madrid (2021), Jungle and Corals, König Galerie, Berlino (2021), The Sea of Darkness, Kunstraum Dornbirn (2020); How to Grow and Still Stay the Same Shape, Castello di Rivoli (2019), e molte altre. Comte ha vinto lo Swiss Art Award nel 2014 e il Kiefer Hablitzel Award nel 2012.

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