23.02.2024
Léa Katharina Meier

La Grande-Biblioteca-Bagnata-Umida-Lubrificata

Léa Katharina Meier (1989) è un’artista multidisciplinare che vive e lavora a Losanna. Attraverso performance, tessuti, disegno, video e scrittura, la sua pratica artistica sviluppa narrazioni in cui il fallimento, la vergogna e il ridicolo sono forme di guarigione. Nel 2021 ha vinto il Premio della giuria e il Premio del pubblico allo Swiss Performance Award con lo spettacolo Tous les sexes tombent du ciel. Nel 2018 e nel 2019 è stata in residenza negli spazi di Faap e Pivô a San Paolo (BR). Ha esposto il suo lavoro in teatri e spazi artistici come il Musée Cantonal des Beaux Arts de Lausanne, Arsenic – Centre d’art scénique contemporain, TU-Théâtre de l’Usine e Tunnel Tunnel. È membro del collettivo di traduzione BRASA. A Roma continuerà la sua ricerca sulle nozioni di vergogna, sporcizia e pulizia in contrapposizione a un contesto carico della presenza della storia del cristianesimo e della storia del fascismo.

La Grande-Biblioteca-Bagnata-Umida-Lubrificata” è una ricerca testuale e visiva sulla trasformazione della vergogna in giubilo all’interno delle esistenze lesbiche. Prendendo come contesto le biblioteche e gli archivi, voglio contaminare questi spazi e disorganizzarli con racconti sgocciolanti, teneri e esilaranti. 


Viviamo in una Grande-Biblioteca-Bagnata dove ogni Libro è una Casa. La nostra Città è questa Grande-Biblioteca-Lubrificata e noi abitiamo dentro a dei Libri-Casa. Qui possiamo scegliere la nostra genealogia. Qui nessuno porterà sulla sua schiena incrinata, sulle sue spalle ammaccate, sulla sua testa gonfia o sui suoi glutei strabordanti dei libriche non ha mai pensato di conservare. Nella Grande-Biblioteca-Umida possiamo scrivere le nostre lascito. Siamo noi a decidere cosa metterci dentro. Qui inventiamo il nostro passato, il nostro presente e anche il nostro futuro. Scegliamo cosa portarci dentro e come trasformarlo.


Nella Grande-Biblioteca-Bagnata-Umida, alcunə hanno una chioma immensa in cui ci si può avvolgere e segretamente crogiolare. Altrə, vestitə di Forbici che non si tolgono mai, nemmeno per fare la doccia e certamente non per scopare, riescono a rattoppare tutto.
Alcunə hanno delle Scarpone con le quali si divertono a schiacciare delicatamente, lentamente, languidamente, ogni cosa. Gli oggetti, mentre si frantumano sotto le loro Scarpone, emettono suoni profondi e intensi. Così i peli cominciano a rizzarsi sulle braccia, i peli cominciano a rizzarsi intorno alla bocca, i peli cominciano a rizzarsi intorno all’inguine. I peli non smettono di rizzarsi e non smettono di rizzarsi a lungo. Alcunə di loro sono come vecchie ciminiere che sputano fumo tutto il giorno dalle loro bocche sdentate e dai buchi malati dei loro nasi. Stanno sui tetti dei libri illuminati, e guardano i giorni e le pagine susseguirsi attraverso nebbie spesse e ovattate.


Attraverso nebbie spesse e ovattate, stanno sui tetti dei libri illuminati, e guardano i giorni e le pagine susseguirsi


Nella Grande-Biblioteca-Bagnata-Umida-Lubrificata nessunə è sedentariə. Tuttə amano traslocare. Sollevare pile di scatole a mani nude. Maneggiarle a distanza e in punta di piedi. Non dimenticare di scendere e risalire. Salire e scendere. Sudare lentamente mentre lo si fa. Andare sempre più in profondità. I Libri-Casa sono in continuo movimento, allo stesso ritmo del nostro cuore. A volte molto velocemente. Velocemente. Velocemente. Velocemente. E a volte molto lentamente. Lentamente. Lentamente. Lentamente. Lentamente. In ogni momento propongono sensualmente una nuova cartografia che non vale la pena cercare di immortalare o di spiegare.


Quando si trasloca, si acquisiscono nuove caratteristiche e a volte se ne perdono di vecchie. Non lo si può mai sapere in anticipo. E anche questo è eccitante. Eccitante. Eccitante. Eccitante. La cosa buona è che l’affitto dei Libri-Casa non cambia mai. Mai. Mai. Mai. Non ci sono aumenti di prezzo, né gente cattiva che fa oscillare gli affitti. Dicono che a volte toccava pagare per viverci.

HAHAHAHAHAHAHHAHA
HAHAHAHAHA
HAHHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAHHAH
HA

Ma per nostra fortuna, vivere nella Grande-Biblioteca-Bagnata-Umida-Lubrificata e nelle Case-Libro è sempre stato gratis. Gratis. Gratis. Gratis.


Non è mai notte nella Grande-Biblioteca-Bagnata-Umida-Lubrificata. Notte. Notte. Notte.E a volte non è mai giorno. Giorno. Giorno. Dipende dalla stagione all’interno del Grosso-Grande-Grasso-Libro-Bagnaticcio che leggiamo tuttə insieme prima di assopirci. Primache le palpebre cadano dai nostri occhi. Prima che la lingua ci cada dalla bocca. Primache il cuore ci cada dal ventre. Come un rituale di protezione. Per fare sogni che ciriposino davvero. Sogni che suonano come una carezza sulle pareti morbide del nostrocervello. Sogni come baci prolungati su tutte le nostre parti umide. Sogni contro cuistrofinarsi. Sogni in cui diventare eternə e rimanere tutta la vita a crogiolarsi. Sogni in cui immaginare i mondi che vogliamo ri-de-comporre con i nostri corpi.


Ogni Libro-Casa ha un titolo che porta con orgoglio e gioia. Anche quando quel titolo è sgradevole o ci fa bagnare il letto per la paura. Questo titolo ci dà qualche indicazione su ciò che potrebbe cambiare in noi se ci capitasse di viverci dentro. Se le sue parole ci avvolgessero e si stampassero un poco in noi.


Abbiamo cominciato con l’abitare nel Libro-Casa-Della-Vergogna. È stato piacevole e scomodo, esaltante e ansiogeno. Quando vivevamo nel Libro-Casa-Della-Vergogna, il nostro genere era:

ESTENUATƏ

Nella Grande-Biblioteca-Bagnata-Umida-Lubrificata ci sono una moltitudine di generi e si può anche scegliere di combinarli in un numero infinito di possibilità oppure semplicemente di trasformarli. Oggi viviamo nel Libro-Casa-Dei-Rifiuti e il nostro genere è:

SULL’ORLO DI UN AFFONDAMENTO IMMEDIATO E DEFINITIVO

La NotteGiorna si cala-leva sulla Grande-Biblioteca-Bagnata-Umida-Lubrificata, offrendoci la visione del suo paesaggio bagnato di sudore. Abbiamo secreto così tanti liquidi nelle ultime ore, leggendo tutti i racconti che avevamo scritto con tanta cura e fatica, che la Grande-Biblioteca-Bagnata-Umida-Lubrificata è ormai completamente fradiciə. Uscivano liquidi dalle nostre bocche sotterranee, schiuma dalle nostre fiche sbavanti, acqua dai nostri petti gocciolanti, lacrime dai nostri occhi vitrei. Se ci avventuriamo ad aprire un Libro, questo, ingozzato dei nostri stupori, dei nostri valori, delle nostre paure, gocciolante, sudato, trasudante, spettrale, apre lentamente la sua boccuccia come un cuore malato e ci rigurgita in faccia liquidi biancastri e un poco densi, penetrandoci con una sensazione inebriante di cui non vorremmo più liberarci. Ci ritroviamo così con le mutande tutte bagnate. Poi tutti devono togliersele e metterle da qualche altra parte. E allora, per un attimo, la Grande-Biblioteca-Bagnata-Umida-Lubrificata assomiglia a un grande paio di mutande un po’ sporche e terribilmente inzuppate. E a quel punto ci è impossibile pensare ad altro:

PENETRARE
E
FARSI PENETRARE
HAHHAHAHAH
ABBEVERARSI
E
FARSI ABBEVERARE
HOHOHOHOHHO
INZUPPARE
E
FARSI INZUPPARE
HIHIHIHIHIHIHIHIHIHIHI
AFFONDARE
E
FARSI AFFONDARE
HUHUHUHUHUHUU
E INFINE
FRACASSARSI
E
FARSI FRACASSARE
LOLOLOLOLOLOLOLOL

Decidiamo così di cominciare la grande danza dell’alto e del basso con grande serenità. Di buttarci con la testa davanti e poi con tutti i piedi dietro nella danza dei sopra e dei sotto. Di gettarci con disinvoltura e a occhi al 100% chiusi nel circo massimo. Di restarci a lungo a macerare, senza mai sapere chi sta giocando con chi, o chi sta giocando con cosa. Chi sta sopra e chi sta sotto. Ma sapendo sempre chi vuole cosa.


Seguono molti, moltissimi lunghi mesi di interminabile attesa. E quando finalmente partoriamo, dopo essere statə ingravidatə dai nostri strap-on, dai nostri grandi buchi escono dei Libri piccolissimi, affascinanti e sporchissimi, ricoperti di sangue. Ma qui non ci sono chirurghi o medici. Ognunə aiuta a tirare fuori i Libretti e tutto va per il meglio. Una volta usciti, portiamo in giro i nostri Libri nei passeggini. Sono come tesori preziosi. Li portiamo al parco e osserviamo dolcemente le frasi che vengono scritte con cura sulle pagine fino ad allora bianche. È vero che un po’ anche ci asciuga stare sedutə come unbranco di stronzə ad aspettare su una panchina. Per fortuna, nella Grande-Biblioteca- Bagnata-Umida-Lubrificata, quando si guarda l’orologio è sempre l’ora dell’aperitivo!

Pchhhhhhhssss.

Una bibitina alcolica fresca. Il liquido gassoso che si scioglie in gola e le bollicine che scoppiano a contatto con le nostre lingue morbide. Ci sembra di avere di nuovo un cuore da far lavorare. Ci sembra di avere di nuovo le ali.


Così è iniziata la nostra Grande-Biblioteca-Bagnata-Umida-Lubrificata, il nostro Archivio-Mondo, i nostri Libri-Casa. Una volta, prima di andare a letto, unə dellə residentə ci raccontò la nascita del nostro mondo tanto adorato, tratta dal Grande-Grasso-Libro-Umidiccio, in cui tuttə erano riuscitə a infilarsi.


E questa NASCITA è avvenuta la prima volta che una persona ha iniziato a partorire CENTINAIA, MIGLIAIA e MILIONI di LIBRI. Ancora libri. Sempre più LIBRI. Abbastanza libri da fare una CASA. Abbastanza libri da fare PALAZZI. Abbastanza libri da fare QUARTIERI. Abbastanza LIBRI da fare una CITTÀ. Abbastanza LIBRI da fare un MONDO. LIBRI e LIBRI uscivano da tutto il suo corpo, a non FINIRE. E tutto a un ritmo SFRENATO che nessuno poteva o voleva fermare, e di sicuro non voleva controllare. Dando vita a tutti questi LIBRI, all’AURORA della CLOACA MAXIMA, la persona stava dicendo:

Non potete più farci credere che tutti questi LIBRI non esistono. Smettetela di farci credere che i vostri LIBRI sono i nostri LIBRI. I nostri LIBRI non sono i vostri LIBRI. SMETTETELA di cercare di scrivere dentro il mio LIBRO. SMETTETELA. SMETTETELA. SMETTETELA. E SMETTETELA anche di farci credere che tuttə le STORIƏ che contengono non esistono. Queste STORIE esistono. Esistono, GUARDATE e GUARDATE ATTENTAMENTE, mi escono dal NASO, mi escono dalla BOCCA, mi escono dal CULO le STORIƏ per quanto sono state nascostə, eliminatə, cancellatə. Sono stanchə di stare RINCHIUSƏ nell’ARMADIO. Vogliono tirare fuori dal LEGNO tutti i LIBRI dei MONDI che possono esistere. I LIBRI dei desideri che possono VOLARE. I LIBRI dei dolori che possono EVAPORARE. I LIBRI dei piaceri che possono ESPANDERSI. I LIBRI dei corpi che vogliono e possono GRIDARE PER L’ETERNITÀ, imparare, dormire e amarsi sempre di più, e continuare a DISTRUGGERSI.
Allora, quando i LIBRI escono contemporaneamente dal GRANDE BOSCO e dall’ARMADIETTO,
ASCOLTATELI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


Traduzione di Veronica Pecile

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