16.10.2026—07.02.2027

Outlaws

Arte, Mostra collettiva, Via Ludovisi 48, Roma

OPENING 15.10.2026
H18:00-20:00

Dates
16.10.2026
07.02.2027
Location
Via Ludovisi 48, Roma
Category
Arte, Mostra collettiva
Information

OPENING 15.10.2026
H18:00-20:00

Outlaws
Louisa Gagliardi, Shamiran Istifan, Yoan Mudry, Gina Proenza, Cally Spooner, Jonas Staal, Doris Stauffer

La mostra collettiva annuale dell’Istituto Svizzero a Roma si intitola Outlaws. Il progetto prende le mosse dal concetto di legge, interrogando la sua natura come convenzione umana apparentemente immutabile ma spesso soggetta a mutamenti storici e tensioni interne. Le opere in mostra guardano a cosa o chi viene moderato dalla legge, e chi invece si pone al di sopra o al di fuori di essa, attraversando epoche diverse e storie che spesso hanno come teatro il territorio svizzero. Si confrontano inoltre con le dimensioni poetiche, formali e talvolta umoristiche delle strutture legali, esplorando come regole e diplomazia possano plasmare le realtà sociali e aprire nuove possibilità immaginative per comprendere la giustizia sociale e la convivenza umana.

Le opere in mostra attraversano registri diversi, guardando a figure che si sono spinte oltre regole e convenzioni normalizzate, o a gruppi che hanno tentato, con più o meno successo, di imporre nuovi ordini sulla realtà. Toi et ta bande di Gina Proenza (1994, Bogotá, vive a Losanna) impiega i processi contro gli insetti avvenuti nelle campagne di Losanna in epoca medievale come lente sull’arbitrarietà delle procedure legali e la costruzione del nemico comune in momenti di crisi. Jonas Staal (1981, Zwolle, vive a Basilea) presenta una panoramica del suo progetto di lungo corso New World Summit, all’interno del quale costruisce parlamenti alternativi per organizzazioni bandite dagli esistenti quadri giuridico-politici. WHAT HAPPENED!? A conversation with my Mother di Cally Spooner (1983, Ascot, vive a Torino) crea un collegamento tra la fondazione della Mont Pèlerin Society nel 1947 sul Lago di Ginevra e il passato di sua madre come educatrice, attraverso il concetto pedagogico della “negligenza benigna”. Le caffettiere cantanti di Yoan Mudry (1990, Losanna, vive a Ginevra) riproducono una canzone anarco-punk sul lavoro emersa dagli squat negli anni Novanta, mentre il lavoro di Doris Stauffer (1934, Amden–2017, Zurigo) testimonia l’apice della disobbedienza artistica e femminista degli anni Settanta a Zurigo, tra decostruzione dell’ordine patriarcale e riabilitazione della strega come figura pedagogica che opera fuori dalla legalità. The lease is almost up di Shamiran Istifan (1987, Baden, vive a Zurigo) si confronta con le forme di separazione tra gruppi di persone, rifunzionalizzando una pala d’altare del 1300 per dare forma alle assenze della memoria istituzionale. Infine, il dipinto Swamped di Louisa Gagliardi (1989, Sion, vive a Zurigo) evoca uno scenario post-apocalittico ma anche fiducioso, in cui le leggi umane smettono di avere senso e la natura si riappropria del paesaggio umano. 

A cura di Lucrezia Calabrò Visconti (Head Curator Istituto Svizzero)

INFORMAZIONI PRATICHE

Istituto Svizzero
Via Ludovisi 48, Roma
Ingresso gratuito, nessuna registrazione richiesta

Orari di apertura
Mercoledì/Venerdì: 14:30-18:30
Giovedì: 14:30-20:00
Sabato/Domenica: 11:00-18:30


Per informazioni stampa contattare: press@istitutosvizzero.it

 

 

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