14.09.2017

Talk di Stefan Kaegi

Conference, Roma

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Biographies

Dates
14.09.2017
Location
Roma
Category
Conference

In occasione della presentazione in prima nazionale di Nachlass di Stefan Kaegi e Dominic Huber (Rimini Protokoll) al Short Theatre Festival (Roma, Teatro India, 13-17 settembre 2017) e a Romaeuropa Festival (Roma, 21-23 settembre 2017), Stefan Kaegi terrà un talk con Graziano Graziani (Fahrenheit/Teatramo) presso l’Istituto Svizzero.

Rimini Protokoll è un collettivo di autori e registi tra i più importanti degli anni 2000. Le loro opere si collocano nel regno del teatro, del suono e della radio, del cinema e dell’installazione, in un continuo sviluppo degli strumenti espressivi per trovare prospettive insolite sulla nostra realtà.

Stefan Kaegi realizza rappresentazioni di teatro documentario, spettacoli radiofonici e regie nello spazio urbano sotto le forme più disparate, dando voce a coloro che lui chiama «esperti del quotidiano». Li interroga, li invita a recitare i propri ruoli e, partendo da dispositivi generalmente immersivi, indaga le realtà sociali o politiche del nostro tempo.

Dominic Huber, architetto di formazione, è regista e scenografo. Le sue installazioni sono spazi che possono spesso essere vissuti dall’interno da un individuo o da un gruppo. Volte verso una realtà aumentata, mirano a intensificare le esperienze sensoriali modificando, attivando e manipolando spazi e situazioni.

Nachlass

Cosa rimane dopo la morte? Come possono essere rappresentati i ricordi? Nello scorso secolo, l’aspettativa di vita in Svizzera è cresciuta di quasi 40 anni. Se da un lato la medicina altamente specializzata rende possibile rimandare sempre più la fine dei propri giorni, dall’altro la legislazione offre il diritto di decidere tempo e circostanze della propria morte. La parola tedesca “Nachlass” corrisponde all’insieme del beni materiali e immateriali lasciati da un deceduto ed è composta da «nach» (dopo) e dal verbo «lassen» (lasciare).

Stefan Kaegi ha accompagnato otto persone che per ragioni differenti hanno deciso di preparare il loro addio. In collaborazione con lo scenografo Dominic Huber, hanno costruito otto spazi dentro i quali i protagonisti raccontano, nella loro assenza, la storia che rimarrà quando non ci saranno più. Un musulmano organizza da Zurigo il ritorno del suo cadavere nella sua città natale, Istanbul. Un banchiere tedesco vicino alla fine dei suoi giorni riflette sul suo ruolo nel nazionalsocialismo. Un’impiegata di novant’anni si domanda che storia racconteranno le sue fotografie. Nachlass presenta otto posizioni contemporanee su cosa eredità e successione significhino oggi. In che modo la nostra legislazione influnza il patrimonio individuale? Cosa vogliamo trasmettere alle persone che amiamo, cosa vogliamo lasciare alla società in cui viviamo? Il pubblico entra in otto spazi immersivi dove voci, oggetti e immagini guidano lo spettatore fino al punto in cui avviene il passaggio di testimone da generazione a generazione.
Il progetto arriva a Roma in prima nazionale in corealizzazione con Romaeuropa Festival.