07.05.2026

Body under Construction/Condition

Workshop, Via Liguria 20, Roma

H17:00-19:45
Serie “I Pomeriggi”

Dates
07.05.2026
Location
Via Liguria 20, Roma
Category
Workshop
Information

H17:00-19:45
Serie “I Pomeriggi”

REGISTRAZIONE QUI PER PARTECIPARE


Body under Construction/Condition.
The Eidetic Character of Figurations in Greco-Roman Visual Culture.

L’evento è parte della serie I Pomeriggi dedicata ai Fellows.
A cura di Caterina Schorer (Fellow Roma Calling / Scienze dell’Antichità).


Poiché la rappresentazione dei corpi costituisce un processo culturale continuo e coerente, che produce risultati distinti tra l’Antichità classica, questa sessione pomeridiana indagherà il carattere eidético specifico – cioè il carattere visivo e le condizioni essenziali di apparizione ed effetto – delle figurazioni del corpo dall’età arcaica fino al periodo imperiale romano.

I casi di studio presentati durante questo pomeriggio esamineranno come la figurazione sia stata plasmata e costruita attorno a pratiche tecniche, alla ricezione sensoriale e a tensioni ontologiche nell’ambito dell’Antichità classica. Le discussioni poranno il corpo al centro tra anatomia e artefatto ed esploreranno questioni di referenzialità tra il corpo che osserva e quello osservato, affrontando il potenziale mimetico dei corpi artificiali. L’indagine includerà inoltre le tensioni derivanti dalla costruzione artificiale delle figurazioni corporee a partire da elementi eterogenei, conducendo a riflessioni sui confini tassonomici, con l’ibridità visiva che emerge come un luogo centrale di negoziazione figurativa. La realizzazione di nozioni astratte e il potenziale che esse sviluppano come figurazioni incarnate costituiranno il focus conclusivo di questa sessione pomeridiana.

Nel complesso, il workshop si propone due obiettivi: in primo luogo, la rivalutazione e la discussione attiva delle categorie di ricerca e delle tassonomie – ad esempio i termini “ibrido” o “semi-figurale” – della loro adeguatezza nel descrivere e analizzare le forme d’immagine e del loro potenziale euristico per la ricerca epistemica sulla storia delle immagini nell’Antichità classica. In secondo luogo, l’indagine di aspetti riguardanti la produzione, la materialità, la presenza fisica e la ricezione di queste forme figurali: tutti elementi intesi come condizioni fondamentali della figurazione e del suo specifico carattere eidético, della sua affordance e del suo impatto operativo all’interno della cultura visiva e testuale dell’antichità.


L’evento può essere fotografato e/o videoregistrato per scopi di archiviazione, educativi e per scopi promozionali correlati. Partecipando a questo evento, date il vostro consenso a essere fotografate/i e/o videoregistrate/i.

PROGRAMMA:

H17:00 Benvenuto e introduzione
Dr. Ilyas Azouzi, Head of Science, Research and Innovation, Istituto Svizzero
Caterina Schorer, M. A., Fellow Istituto Svizzero, Università di Zurigo e Heidelberg in collaboration with Sophie Preiswerk, M. A., Università di Zurigo

H17:15-17:45 Bodies in Becoming: Sculpting and Assembling Figural Elements in Archaic Greek Sculpture
Sophie Preiswerk, M. A., Università di Zurigo

H17:45 – 18:15 The ‘Greek Revolution’ Reconsidered: Sensory Spaces and the Pictorial Efficacies of Figural Encounters in Greek Classical Sculpture
Simon Bühler, M. A., Università di Basilea

H18:15-18:30 Pausa

H18:30-19:00 Hybrid’ Figurations, or: Hybridity as Condition of the Figurative?
Caterina Schorer, M. A., Università di Zurigo e Heidelberg

H19:00-19:30 Notions Embodied: What Personifications Can Achieve
Prof. Dr. Dietrich Boschung (emeritus), Università di Colonia

H19:30-19:45 Discussione finale e considerazioni conclusive

Dietrich Boschung è stato Professore di Archeologia Classica presso l’Università di Colonia dal 1996 al 2022 e Direttore del Morphomata International Center for Advanced Studies dal 2009 al 2021. La sua ricerca indaga come le società antiche utilizzassero le immagini – scultura, ritrattistica e rappresentazione figurativa – per comunicare potere, legittimità e idee astratte ai loro pubblici. Tra le sue pubblicazioni figurano Die Bildnisse des Augustus (Berlino 1993); Gens Augusta. Untersuchungen zu Aufstellung, Wirkung und Bedeutung der Statuengruppen des julisch-claudischen Kaiserhauses (Magonza 2002); Art and Efficacy. Case Studies from Classical Archaeology (Paderborn 2020); ed Effigies. Ancient Portraiture as Figuration of the Particular (Paderborn 2021).

Sophie Preiswerk è dottoranda in Archeologia Classica e assistente accademica presso l’Università di Zurigo. Ha conseguito la laurea triennale e magistrale presso l’Università di Heidelberg e ha svolto periodi di studio alla Sorbona e alla Yale University. La sua ricerca di dottorato si concentra sui processi tecnici e artigianali della figurazione nella scultura greca arcaica, mentre i suoi lavori precedenti hanno esaminato le dimensioni estetiche e materiali delle iscrizioni sui corpi statuari nella Grecia arcaica; i suoi interessi di ricerca si collocano negli studi sull’immagine nell’ambito dell’archeologia classica, con particolare attenzione all’estetica della produzione e ai processi di creazione (dell’immagine).

Simon Tobias Bühler è dottorando presso l’Eikones Center for the Theory and History of the Image dell’Università di Basilea. Sotto la supervisione di Sabine Huebner e Verity Platt, la sua tesi in storia antica affronta le tendenze artistiche nei mosaici della tarda antichità nell’attuale Giordania e Siria. Recentemente ha trascorso un periodo alla Cornell University come visiting graduate scholar. L’intervento presentato si collega in gran parte ai suoi studi magistrali in Classics presso l’Università di Cambridge e a una tesi sostenuta da Caroline Vout e Nigel Spivey, nonché alla sua formazione universitaria in Classics e Storia dell’Arte presso l’Università di Basilea. Oltre alle attività didattiche a Basilea, è direttore di campo del Basel Villa dei Casoni Research Project nei territori sabini dell’entroterra romano, con un progetto di abilitazione in fase di definizione sull’utilizzo ambientale e il significato culturale dell’Italia centrale nel primo millennio a.C.

Caterina Schorer è dottoranda in co-tutela (cotutelle de thèse) presso le Università di Heidelberg e Zurigo, la cui ricerca interdisciplinare si concentra sulla concezione delle erme, opere scultoree ibride, come supporti per immagini e iscrizioni nell’antichità. I suoi interessi accademici più ampi comprendono gli studi sull’immagine nelle culture visive greca e romana, con particolare attenzione alla medialità e materialità della scultura e dei ritratti nel loro contesto. In lavori precedenti ha studiato le interrelazioni tra scrittura (estetica) e immagine sugli oggetti. Durante gli studi universitari ha studiato Classical Studies presso l’Università di Friburgo e Storia dell’Arte e Archeologia alla Sorbona di Parigi, conseguendo infine un master binazionale in European Classical Cultures (Università di Friburgo / Université Toulouse Jean Jaurès).

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