Rappresentazione e presenza nelle immagini
H10:00-18:00
Serie “I Pomeriggi”
H10:00-18:00
Serie “I Pomeriggi”
L’evento, in collaborazione con l’Università di Ginevra, si terrà in inglese e in italiano
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Rappresentazione e presenza nelle immagini
Approcci comparativi su un antico “dittico”
L’evento è parte della serie I Pomeriggi dedicata ai Fellows.
A cura di Alexis Di Santolo (Fellow Roma Calling / Archeologia)
Le società greca, romana e contemporanee hanno in comune il fatto di vivere in un mondo di immagini. Queste immagini differiscono nei modi di produzione e diffusione utilizzati, nonché nelle modalità di utilizzo, ma condividono la stessa problematica di fondo: quella della rappresentazione e delle sue implicazioni, ovvero rendere presente un elemento in realtà assente.
L’evento propone di interrogare il concetto di rappresentazione nelle immagini dell’antichità greca e romana e del periodo contemporaneo, attraverso un approccio interdisciplinare. Dalla presenza delle divinità all’immagine come oggetto teorico, passando per il ruolo delle immagini tecniche e della postura, la rappresentazione viene messa in discussione da diversi punti di vista. La conferenza-workshop contribuisce così a una riflessione ampia e specifica sul concetto di rappresentazione e mira ad aprire nuove prospettive per comprenderlo meglio in funzione dei contesti pratici, ma anche delle attuali teorie dell’immagine.
PROGRAMMA:
H10:15-10:30 Saluti istituzionali
Ilyas Azouzi (Istituto Svizzero)
H10:30-10:45 Nota introduttiva
Alexis Di Santolo (Fellow Istituto Svizzero, Università di Ginevra)
Sessione I: Visioni sull’antichità
Moderatore: Roberto Malaspina (Università degli Studi di Milano)
H10:50-11:30 Figurare il divino nell’immagine: alcune riflessioni su diverse soluzioni sperimentate dagli iconografi greci e la loro risonanza sulla nostra percezione della presenza/assenza nell’immagine
Anne-Françoise Jaccottet (Università di Ginevra)
H11:30-12:10 Presentification and Meta-figuration in Roman Images
Stéphanie Wyler (Università Paris Cité)
H12:10-12:30 Pausa
H12:30-13:10 Halfway there. Negotiating Divine Presence in Late Antique Sarcophagus Imagery
Caroline Bridel (Università di Berna)
H13:10-13:30 Discussione
H13:30-15:00 Pausa
Sessione II: Visioni contemporanee
Moderatrice: Anne-Françoise Jaccottet (Università di Ginevra)
H15:00-15:45 Postura come metodo. Presenza, orientamento, rappresentazione
Roberto Malaspina (Università degli Studi di Milano)
H15:45-16:25 La quasi-realtà dell’immagine e il regno delle ombre
Andrea Rabbito (Università degli Studi di Enna “Kore”)
H16:25-16:50 Pausa
H16:50-17:30 L’immagine come oggetto teorico tra anacronia, figurabilità e leggibilità
Miriam Rejas Del Pino (Università Ca’ Foscari)
H17:30-18:00 Discussione
Caroline Bridel è Post-doc presso l’Università di Berna (Svizzera) nel progetto Co-Produced Religions: Judaism, Christianity and Islam guidato dalla Prof.ssa Katharina Heyden. La sua ricerca analizza come la cultura materiale operi come campo di negoziazione, circolazione e co-produzione tra le tradizioni religiose durante la Tarda Antichità e l’Alto Medioevo, con particolare attenzione ai linguaggi iconografici condivisi tra pagani, ebrei e cristiani. Ha conseguito il PhD presso l’Università di Friburgo nell’ambito del progetto Religious Competition in Late Antiquity (2019–2023) guidato da Francesco Massa. La sua tesi, La fabrique de l’iconographie chrétienne, esamina lo sviluppo dell’iconografia cristiana attraverso linguaggi, pratiche e spazi condivisi. È inoltre curatrice del volume Religions et interactions religieuses dans l’empire romain tardo-antique (2025 con F. Massa, M. Attali, D. Cellamare e G. Spampinato).
Alexis Di Santolo ha conseguito un Master in Scienze dell’Antichità presso l’Università di Ginevra, con una tesi sull’iconografia di Zeus in Frigia che gli è valsa il Prix Arditi des Lettres 2023. Dal 2024 è dottorando beneficiario della sovvenzione Doc.CH del FNS all’Università di Ginevra, in cotutela con l’École Pratique des Hautes Études di Parigi. La sua tesi, sotto la supervisione congiunta della MER Anne-Françoise Jaccottet e della Prof.ssa Vinciane Pirenne-Delforge, verte sulle immagini di Artemide prodotte nel mondo mediterraneo antico, tra il I secolo a.C. e il V secolo d.C. La sua ricerca mira a individuare le dinamiche di comunicazione che sottendono la produzione e l’utilizzo di queste immagini in contesti spaziali, culturali e funzionali diversi. Alexis è Fellow dell’Istituto Svizzero per l’anno accademico 2025-2026, nell’ambito del programma transdisciplinare Roma Calling.
Anne-Françoise Jaccottet è Maître d’Enseignement et de Recherche (MER) in Archeologia Classica e Storia Antica presso l’Università di Ginevra. In precedenza ha insegnato archeologia e/o greco antico presso le Università di Losanna, Neuchâtel, Basilea e Zurigo, all’École Polytechnique Fédérale di Losanna (EPFL) e all’École Pratique des Hautes Études (EPHE) di Parigi. La sua ricerca è caratterizzata dalla natura transdisciplinare e dalla rottura dei confini tra le discipline, con temi ricorrenti focalizzati sulla religione greca, l’iconografia e la comunicazione: in particolare il concetto di santuario e il suo funzionamento, la comunicazione verbale e visiva all’interno dei santuari, le rappresentazioni dei rituali e delle divinità greche, il dialogo tra testo e immagine nei processi comunicativi antichi, e il riuso e la re-semantizzazione di schemi iconografici classici da parte dei cristiani. Autrice di circa cinquanta articoli scientifici, ha pubblicato una monografia (Choisir Dionysos, les associations dionysiaques ou la face cachée du dionysisme, 2003) e ha curato quattro volumi: Embarquement pour l’image. Une école du regard (2018), Rituels en image – Images de rituel (2021), NEOI. Des hommes nouveaux dieux entre Grèce et Rome (2023 con S. Wyler) e Humain – Divin. Exprimer et représenter l’entre-deux dans le monde méditerranéen antique (2026 con S. Estienne e S. Wyler).
Roberto Paolo Malaspina è storico dell’arte e attualmente ricercatore post-doc presso il Dipartimento di Filosofia “Piero Martinetti” dell’Università di Milano. Nel 2024 ha conseguito il PhD in Filosofia e Scienze Umane (Estetica) con una tesi sulle immagini erotiche e dispositivi immersivi, sviluppata nell’ambito del progetto ERC AN-ICON. Ha conseguito un MA in Arti Visive presso l’Università di Bologna con una tesi sull’identità teorica dell’architettura postmoderna e ha partecipato al programma di formazione curatoriale CAMPO presso la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Torino). È docente a contratto in Teoria della Percezione presso IED Milano e fellow del programma Philosophy of Art alla Bocconi University. I suoi interessi di ricerca si collocano all’intersezione tra estetica, storia e teoria dell’arte contemporanea e archeologia dei media. È autore di diversi articoli e ha co-curato il volume Real Space-Virtual Space: Aesthetics, Architecture, and Immersive Environments (2025 con F. Bandi).
Andrea Pinotti è professore ordinario in Teorie dell’immagine e direttore del Dipartimento di Filosofia “Piero Martinetti” dell’Università Statale di Milano. Ha coordinato il progetto ERC An-Icon. An-Iconology. History, Theory, and Practices of Environmental Images (2019–2025). Fellow di numerose istituzioni internazionali, dal 2021 al 2024 è stato presidente del Comitato scientifico della Fondation Maison des Sciences de l’Homme di Parigi. Nel 2018 ha ricevuto il Wissenschaftspreis der Aby-Warburg-Stiftung. Nel 2023 è stato Panofsky Professor presso lo Zentralinstitut für Kunstgeschichte di Monaco. Nel 2024 è stato eletto membro ordinario dell’Accademia Nazionale Virgiliana. Le sue ricerche riguardano estetica, teorie dell’immagine e della cultura visuale, memoria collettiva, monumentalità e empatia. Tra i suoi libri: Cultura visuale. Immagini sguardi media dispositivi (2016, con A. Somaini), Alla soglia dell’immagine. Da Narciso alla realtà virtuale (2021, trad. inglese 2025), Nonumento. Un paradosso della memoria (2023) e Il primo libro di teoria dell’immagine (2024).
Andrea Rabbito è professore ordinario di Cinema, fotografia e televisione e Prorettore per le attività di Cinema, Musica e Teatro presso l’Università degli Studi di Enna “Kore”. Ha sviluppato nei suoi studi l’approccio genealogico dell’archeologia dei media e quello transdisciplinare dei visual culture studies, focalizzando l’attenzione sul rapporto tra l’arte barocca- immagini tecniche e ponendo come base fondante il concetto di frattura epistemologica foucaultiana all’interno dei volumi L’illusione e l’inganno. Dal Barocco al cinema (2010) e Il cinema è sogno. Le nuove immagini e i principi della modernità (2012). Centrale nella sua produzione è il pensiero di Edgar Morin, di cui ha curato l’edizione aggiornata de Lo spirito del tempo (2017). Il recupero del principio duale “sapiens-demens”, sviluppato dal padre del pensiero complesso, è alla base dei volumi L’onda mediale. Le nuove immagini nell’epoca della società visuale (2015) e La meno-quasi e più-realtà. Genealogia delle nuove immagini e indagini dalla prospettiva dei visual culture studies (2023); in entrambi i testi si è rivolta l’attenzione al passato dell’uomo preistorico per rintracciare elementi e comportamenti atavici nel rapporto uomo-immagine. Nel 2025 ha pubblicato Pictorial Trump. Il ruolo politico delle nuove immagini, indagando la strategia comunicativa messa in atto dal neopresidente degli USA attraverso l’uso delle “images-pictures” mitchelliane. È direttore, insieme a Ruggero Eugeni, della rivista “VCS – Visual Culture Studies”.
Miriam Rejas Del Pino ha conseguito il dottorato di ricerca in Storia dell’arte e Semiotica presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia ed è stata visiting Ph.D. researcher all’EHESS di Parigi nel 2023. Dal 2021 svolge attività di assistenza alla didattica in Semiotica e Teoria dell’arte presso l’Università IUAV di Venezia. La sua ricerca dottorale si è concentrata sulla rappresentazione del potere e sul potere della rappresentazione nel ritratto fotografico, all’interno del quadro della critica della rappresentazione. I suoi interessi di ricerca comprendono i processi di costruzione dell’identità nel discorso visivo, la temporalità plurale delle immagini e le intersezioni tra semiotica, teoria dell’immagine e cultura visuale. Nel 2019 ha ricevuto il Premio per la Miglior Tesi Magistrale in Arte allo IUAV per uno studio dedicato a Claude Cahun. Ha successivamente co-curato Fotografia analogica e fotografia digitale: un riesame (2023, con D. Mangano) e pubblicato contributi su riviste accademiche quali Carte Semiotiche, Versus e VeneziaArti, oltre che in volumi scientifici e divulgativi. Fa parte dell’unità di ricerca veneziana del progetto PRIN ARTCHAE (Rediscovering Video and Installation Art as an Archaeology of Telepresence) ed è affiliata a CROSS, VISUS (Associazione Studi di Cultura Visuale) e LABIM (Laboratorio di Teoria delle Immagini). È membro del comitato editoriale di Carte Semiotiche. Parallelamente all’attività di ricerca, è impegnata nella pratica curatoriale e collabora allo sviluppo del programma espositivo della Fondazione De Santillana. È inoltre cofondatrice del progetto editoriale TBD Ultramagazine (2019) e ha partecipato a CAMPO19, il programma di formazione curatoriale della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.
Stéphanie Wyler è Professore di Storia Romana presso l’Université Paris Cité e Direttrice del Centro di Ricerca Francese Anhima (Antropologia e Storia dei Mondi Antichi). La sua ricerca si concentra sull’antropologia delle immagini antiche, in particolare nella pittura romana, e sulla Storia delle Religioni e delle Identità in Italia durante la Repubblica e l’Alto Impero, attraverso l’analisi combinata di testi, immagini e archeologia. Autrice di numerosi articoli, ha anche curato diversi volumi, tra cui Dans les yeux des anciens (2023 con F. Gherchanoc e E. Valette), Spectateurs grecs et romains. Corps, modalités de présence, régimes d’attention (2023 con E. Valette) e Images dans l’image – Antiquité et Moyen-Âge (2020 con G. Puma).
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Vertunno, Giuseppe Arcimboldo (1590). Photo: Lernestål, Erik. Château de Skokloster/SHM
