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Concerto di ANTON BRUHIN / LUCA GARINO / LETTERA 22 / PAPIRO

19 11

In occasione della mostra Le Caselle di Anton Bruhin, l'Istituto Svizzero presenta a Milano uno speciale evento musicale a cura di Piattaforma Fantastica e ispirato alle sperimentazioni sonore di Anton Bruhin.
All’interno della mostra é allestita una mediateca – curata da Piattaforma Fantastica in collaborazione con Emanuele Carcano di Alga Marghen – dove viene presentato il lavoro di Anton Bruhin come musicista, attraverso l’esposizione di una selezionata discografia, affiancata dalle illustrazioni della sua opera 11 Heldengesänge & 3 Gedichte (1977) a sottolineare la forte interazione esistente tra la sua produzione artistica e quella musicale.
Per l’occasione Alga Marghen presenta una raccolta di field recordings di canti di uccelli registrata dallo stesso Bruhin, pubblicata in un inedito quadruplo cofanetto, disponibile per il pubblico.
Nell'arco della serata si esibiranno dal vivo lo stesso Anton Bruhin e i musicisti Luca Garino, Lettera 22 e Papiro, quest'ultimi con tre diversi live-set concepiti per l'occasione.

Luca Garino (IT) è uno sperimentatore autodidatta che compone musica concreta/elettronica dal 1996, prima con il moniker di AHV e successivamente con il suo vero nome. Nel 2000 studia computer music al LaSDIM (Laboratorio per la sperimentazione e la didattica dell'informatica musicale) presso le Scuole Civiche di Milano, con Alvise Vidolin, Pietro Polotti e Raffaele De Tintis. Più recentemente produce con lo pseudonimo di Psalm'n'Locker.
http://psalmnlocker.bandcamp.com/
 
Lettera 22 (IT) è un duo composto da Matteo Castro e Riccardo Mazza, figure di rilievo della musica sperimentale italiana anni 2000. Il loro lavoro elettronico e concreto è caratterizzato dall'uso di field recordings, collage sonori ed importanti sbalzi dinamici. Sempre intensi e carichi di tensione, i loro live alternano texture pungenti a secche narrazioni apparentemente informi, creando un suono multistrato di grande enfasi.
https://letteraventidue.bandcamp.com/
 
Papiro (CH/I – Planam / A Tree in A Field Records) è un graphic designer, violinista e musicista che predilige l'uso di synth modulari e strumentazioni dell'era pre-programmabile. Dal 1995 ha prodotto una vasta quantità di registrazioni e si è esibito in differenti contesti attraversando l'Europa e visitando Brasile e Giappone. Continua a suonare il suo vecchio e fedele Moog synth celebrando e omaggiando l'etereo ma a volte severo statuto elettronico del suono. Ha lavorato assieme a Spectrum (Sonic Boom / Spacemen 3), Gyda Valtysdottir (Mùm), Mani Neumeier (Guru Guru) e molti altri. Ha inoltre recentemente disegnato la cover di «Panda Bear Meets the Grim Reaper», l'ultimo lavoro di Panda Bear.
www.soundcloud.com/marcopapiro  -  www.papiro.ch
 

Anton Bruhin (1949) inizia il suo percorso artistico nella Zurigo degli anni Sessanta realizzando happening, performance, e pubblicazioni, che progetta con Hannes R. Bossert per la casa editrice indipendente April, dove presenta invece disegni e testi in poesia e in prosa. Negli anni Settanta attira l’attenzione della scena artistica per i suoi disegni e le sue poesie. Esponente all’epoca della nascente scena bohémien dell’arte contemporanea, i suoi lavori sono inclusi in mostre che hanno segnato lo sviluppo dell’arte svizzera come Mentalität Zeichnung (Kunstmuseum Luzern, 1976), Saus und Braus (Strauhof Zurich, 1980) e Bilder (Kunstmuseum Winterthur, 1981).
Negli anni Ottanta, Bruhin si rivolge principalmente alla pittura en plen air di paesaggi rurali e urbani, al ritratto di amici, conoscenti e alla pittura di interni. Negli anni Novanta la sua pratica artistica si concentra su musica e poesia, componendo palindromi e altre forme di poesia lirica sperimentale, e si dedica estensivamente e intensivamente ad uno degli strumenti più antichi al mondo: lo scacciapensieri (Jew’s harp in inglese, Maultrommel o Brummeisen in tedesco, Trümpi in svizzero-tedesco).
Nell’ultimo decennio ritorna all'elemento figurativo, dedicandosi all’elaborazione di mondi digitali attraverso tecniche e materiali sempre diversi e all’editoria fai-da-te: ogni anno Bruhin crea un libro d’artista a tiratura limitata che invia a una ristretta cerchia di amici.
 
Il titolo, Le caselle di Anton Bruhin, va inteso come motto della posizione creativa dell’artista e delle varie sfaccettature della sua opera. La mostra, curata da Arthur Fink, copre tutti i periodi della carriera artistica di Bruhin, dando però un’importanza centrale ai suoi disegni in forma analogica e digitale.