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Echo La Rocca. The Sound as the Trace of Her Voice

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	<font size='1'><em>Echo La Rocca – The Sound as the Trace of Her Voice</em>, Istituto Svizzero di Roma. 16 gennaio 2016. Foto: ISR</font></p>
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	<font size='1'><em>Echo La Rocca – The Sound as the Trace of Her Voice</em>, Istituto Svizzero di Roma. 16 gennaio 2016. Foto: ISR</font></p>
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	<font size='1'><em>Echo La Rocca – The Sound as the Trace of Her Voice</em>, Istituto Svizzero di Roma. 16 gennaio 2016. Foto: ISR</font></p>
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	<font size='1'><em>Echo La Rocca – The Sound as the Trace of Her Voice</em>, Istituto Svizzero di Roma. 16 gennaio 2016. Foto: ISR</font></p>

Echo La Rocca – The Sound as the Trace of Her Voice, Istituto Svizzero di Roma. 16 gennaio 2016. Foto: ISR

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	<font size='1'><em>Echo La Rocca – The Sound as the Trace of Her Voice</em>, Istituto Svizzero di Roma. 16 gennaio 2016. Foto: ISR</font></p>

Echo La Rocca – The Sound as the Trace of Her Voice, Istituto Svizzero di Roma. 16 gennaio 2016. Foto: ISR

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	<font size='1'><em>Echo La Rocca – The Sound as the Trace of Her Voice</em>, Istituto Svizzero di Roma. 16 gennaio 2016. Foto: ISR</font></p>

Echo La Rocca – The Sound as the Trace of Her Voice, Istituto Svizzero di Roma. 16 gennaio 2016. Foto: ISR

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	<font size='1'><em>Echo La Rocca – The Sound as the Trace of Her Voice</em>, Istituto Svizzero di Roma. 16 gennaio 2016. Foto: ISR</font></p>

Echo La Rocca – The Sound as the Trace of Her Voice, Istituto Svizzero di Roma. 16 gennaio 2016. Foto: ISR

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	<font size='1'><em>Echo La Rocca – The Sound as the Trace of Her Voice</em>, Istituto Svizzero di Roma. 16 gennaio 2016. Foto: ISR</font></p>

Echo La Rocca – The Sound as the Trace of Her Voice, Istituto Svizzero di Roma. 16 gennaio 2016. Foto: ISR

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	<font size='1'><em>Echo La Rocca – The Sound as the Trace of Her Voice</em>, Istituto Svizzero di Roma. 16 gennaio 2016. Foto: ISR</font></p>

Echo La Rocca – The Sound as the Trace of Her Voice, Istituto Svizzero di Roma. 16 gennaio 2016. Foto: ISR

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Echo La Rocca – The Sound as the Trace of Her Voice, Istituto Svizzero di Roma. 16 gennaio 2016. Foto: ISR

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	<font size='1'><em>Echo La Rocca – The Sound as the Trace of Her Voice</em>, Istituto Svizzero di Roma. 16 gennaio 2016. Foto: ISR</font></p>

Echo La Rocca – The Sound as the Trace of Her Voice, Istituto Svizzero di Roma. 16 gennaio 2016. Foto: ISR

The Ketty La Rocca Research Center, l’installazione di Sally Schonfeldt all’Istituto Svizzero di Roma, ospita Echo La Rocca – The Sound as the Trace of Her Voice: un programma pomeridiano e serale di performance e concerti ideati per l’occasione dall’artista Anna Frei e realizzati in collaborazione con Caterina Barbieri, Gea Brown, DJ Fred Hystère, Franziska Koch e Anna Frei, Johann Merrich, Olive Michel e ovviamente Sally Schonfeldt. Queste nuove produzioni esplorano il coinvolgimento di Ketty La Rocca nella musica elettronica italiana degli esordi come riportato in diverse biografie dell’artista.
 
I materiali collezionati all’interno della mostra, suggeriti dalla ricerca artistica di Sally Schonfeldt su Ketty La Rocca, interrogano la sua posizione artistica offrendo uno spazio accessibile in forma di “centro di ricerca”, offrendo tracce e spunti per ulteriori indagini sulla biografia di La Rocca. Tra queste tracce per l’appunto, il supposto coinvolgimento di La Rocca nel primissimo corso della musica elettronica in Italia nel 1965, che si è combinato con la ricerca in corso di Anna Frei sulle “donne agli esordi della musica elettronica”.
 
Lo studio ha prodotto il desiderio di rivisitare criticamente la posizione di La Rocca in un’ottica contemporanea, e la necessità di vedere il suo lavoro attraverso la prospettiva di una generazione di artiste e musiciste attive oggi. In questo modo si sono messe a fuoco le problematiche generate dalla struttura storica e la disamina contemporanea delle storie femministe; la sovversiva esplorazione dei linguaggi di La Rocca vista attraverso una posizione contemporanea ha trasformato tale questione in veri e propri manifesti per le presentazioni che saranno realizzate il 16 gennaio. Il “centro di ricerca” sarà alterato in un altro spazio che mette in questione, problematizza e emancipa se stesso dai racconti storici.
 
Il programma inizierà con la presentazione del libro Women in Electronic Music di Johann Merrich, seguiti dalla performance di Gea Brown che mescola suoni della prima musica elettronica italiana e registrazioni audio di The Ketty La Rocca Research Diary (Roma 2015) di Sally Schonfeldt. La serata continua con la performance di Olive Michel che esplora il linguaggio e i discorsi femministi, e a seguire un’opera audio performativa di ricerca di Franziska Koch e Anna Frei, per concludere con la performance dal vivo con synth modulare di Caterina Barbieri, che presenta un lavoro creato appositamente per l'occasione.

Per tutta la giornata, la mostra accoglierà una selezione di libri e dischi in vendita al pubblico, selezionati per l’occasione su “donne agli esordi dell’elettronica”, esordi dell’elettronica italiana, Carla Lonzi, Ketty La Rocca e altro ancora, con la partecipazione e collaborazione di Die Schachtel - Milano e OOR Records - Zurigo, Libreria delle donne di Milano, Tuba - Libreria Bazar delle Donne di Roma.


Programma
 

16:00
Le Pioniere della musica elettronica - Una breve storia
Presentazione via skype del libro di Johann Merrich

 
'Le pioniere della musica elettronica' (Auditorium Edizioni, 2012) offre una vasta panoramica sulle figure femminili di spicco nella storia della musica elettronica e degli studi di produzione musicali e radiofonici. La pubblicazione è organizzata in capitoli dedicati ad alcune delle protagoniste principali, poco conosciute dal grande pubblico, come Lady Ada Lovelace, Lucie Bigelow Rosen, Clara Rockmore (la più famosa suonatrice di theremin della scuola americana) e molte altre. Il libro include interviste inedite con molte delle artiste, uniche per la loro esperienza dai differenti paesi di origine. La versione inglese del libro verrà pubblicata nel 2016.

Johann Merrich è una musicista che vive a Venezia. È co-fondatrice del duo noise Hm?, dell’etichetta electronicgirls.org dedicata all’impegno delle donne nella musica elettronica, e fa parte dell'ensemble elettronico The Expanding Universe of Al-Joberal Chirolechi, dedicato alla Musica Intuitiva di Stockhausen. I suoi album da solista includono: URSS vs Paradise (in sei movimenti), Fricadelique! How to be a flower-power nihilist e 7 Tone-floats for a Self Destruction. Autrice di Le Pioniere della musica elettronica (Auditorium Edizioni, 2012), lavora per compagnie di teatro e danza contemporanea e produce incisioni grafiche e letterarie.
 

18:00
Diary Listening, Part 2
Live audio-DJ-mix di Gea Brown
 

Per Diary listening, Parte 2, Gea Brown è stata invitata a produrre un live mix che mette insieme estratti audio da The Ketty La Rocca Research Diary (Roma, 2015) di Sally Schonfeldt con sonorità provenienti dalla scena elettronica italiana degli anni 60' e 70' (soprattutto fiorentina), in cui si pensa Ketty La Rocca sia stata coinvolta. Il "diario di Roma" riflette sul lavoro di Schonfeldt in Italia durante il lavoro preparatorio per The Ketty La Rocca Research Centre, e anche durante un viaggio di ricerca sonora a Firenze nel novembre 2015 con Anna Frei, dopo l'inaugurazione della mostra. I diari offrono uno sguardo soggettivo nel processo di ricerca artistica e incarnano la natura riflessiva di questo sforzo.
 Diary listening, Parte 1 è stato mixato e eseguito da DJ Fred Hystère all'inaugurazione della mostra nel novembre 2015, con materiali tratti dal lavoro originale di Sally Schonfeldt The Ketty La Rocca Research Diary del periodo 2011-2012.
 
Gea Brown vive e lavora tra Prato e Milano. Ha alle spalle un background come storica dell'arte con cui si accosta al Djing ricercando differenti filoni musicali, in un intreccio continuo tra storia e presente. Nei suoi set musica elettronica degli esordi e minimalismo americano degli anni '60 entrano in dialogo con le ricerche contemporanee in campo elettronico e elettroacustico. Un approccio eclettico che attinge anche a musica etnica, noise e tribalismi, con una predilezione per l'elemento vocale proveniente da spoken word e sound poetry. Ha curato sonorizzazioni per eventi legati al design e alle arti performative, collaborando con diverse realtà che operano nel contemporaneo, quali Sync, IUAV, Radio Papesse, Spazio O', Villa Romana, Basemental Palazzo Strozzi, Terraforma, International Feel.


19:00
C’est elle qui souligne / E lei che sottolinea (on invisibility)
Un reading sulla letteratura visuale, i circuiti di feedback e le interruzioni, i desideri passati e la trasformazione del canone, di Olive Michel


La Poesia concreta è visiva. La Poesia visiva è visiva. La letteratura visuale è personale. Il personale è politico. You You. Il mio lavoro. Io dico io. Mi imbatto in Ketty La Rocca. Una calda notte d’estate. Conversazione non come espressione, ma. Poésie sonore, il suo suono. Voce techno. Lasciando fuori i dati principali. Lasciarli fuori dalla riproduzione. I nomi sono effimeri.
 


Olive Michel è un artista e scrittrice basata a Zurigo. Sviluppa le sue performance, testi e opere audio con (e da) voci registrate come scritture site specific. Si interessa di spazi sociali e di produzione di sapere femminista, di pratiche condivise del disimparare, e ha collaborato con Anna Frei / Fred Hystère per Touching Tones with Tender Buttons in French Kisses: On Tips of Tongues and Feeling as Taste, District Berlino 2015.


20:30
The You, You as Me, Me Now, Now - The Sound as the Trace of Her Voice 
Fictional performative audio-play basato su una ricerca di Anna Frei e Franziska Koch (OOR Records, Zurigo)



 
Punto di partenza per il ‘fictional performative-audio-play’ è stato il viaggio di ricerca a Firenze condotto da Anna Frei e Sally Schönfeldt nel novembre 2015. La loro ricerca ha seguito le tracce di Ketty La Rocca, in riferimento ai suoi studi di musica elettronica presso il Conservatorio di Musica Luigi Cherubini di Firenze con Pietro Grossi, nel 1965. Basato, e ispirato, da conversazioni con storici dell’arte, musicisti e contemporanei di Ketty La Rocca come Albert Mayr, Marcella Chelotti Grossi, Roberto Neri, Maurizio Nannucci, Lucilla Saccà, Luisa Santacesaria, Fabio Carboni, Laura Zattra e testi di Teresa Rampazzi / Gruppo NPS e Pietro Grossi, Anna Frei e Franziska Koch sviluppano un ‘fictional live audio-play’. Nella performance si confronteranno con interrogativi sulle costruzioni biografiche e storiche, la complicità della ricerca artistica, memorie fragili e storie orali, autorialità e femminismo, le donne agli esordi della musica elettronica in Italia, fantasie di temporalità non egemoniche e fluide delle onde sonore, echi di voci inudibili e spazi di desiderio nel nascondibile.


 
Anna Frei è un’artista, ricercatrice del suono, graphic designer e DJ che vive a Zurigo. Le sue attività sono parte integrante delle ricerche attorno alle pratiche artistiche, musicali e di emancipazione. Nel 2014 ha co-fondato a Zurigo lo spazio polifunzionale OOR Records, Zurigo, che è sia uno spazio di registrazione che una libreria d’arte, uno spazio che ospita performance dal vivo, letture, DJ set e mini-eventi di sound-art. OOR Records inoltre archivia e rende accessibili in rete registrazioni, mix e opere audio, e produce edizioni audio.


 
Franziska Koch usa formati dell’arte e della musica per produrre installazioni, performance sperimentali, interpretazioni di film/musica e collaborazioni che sovrappongono arti e musica. Il suo approccio si basa sulla ricerca attorno ai modelli di ruolo predominanti e su percorsi di azione all'interno di vari tipi di sistemi e spazi, la cui struttura temporale e materiale, così come le loro implicazioni sociali, si possono differire e ampliare. Franziska Koch vive a Zurigo, è professoressa di belle arti alla Zürcher Hochschule der Künste e suona il basso nel gruppo sperimentale di noise melodico P.F.T. Koch è co-fondatrice del negozio di dischi, spazio sonoro e libreria d’arte OOR Records di Zurigo.

 

21:30
Technologies of the Self
Live di Caterina Barbieri

 
Caterina Barbieri presenta una composizione di musica elettronica commisionata per l'occasione, dedicata all’assenza e all’alienazione di una prospettiva femminile nella storia della prima musica elettronica italiana. Lungi dall'essere una nostalgica rivendicazione di ciò che manca, Technologies of the Self guarda a ciò che è rimasto oscurato nella storia per rielaborare radicalmente i modelli di genere nella produzione contemporanea di musica elettronica. Combinando la sua pratica strumentale sui sintetizzatori con l’elaborazione live di registrazioni vocali - risultate da una ricerca su una varietà di testi su suono, tecnologia e genere - Barbieri trae ispirazione dalla tradizione delle "analog ladies", come Eliane Radigue, Suzanne Ciani and Laurie Spiegel, nonché dalle voci silenziose delle emarginate. Con l'obiettivo di stimolare in chi ascolta un ruolo attivo nel ripensare le costruzioni di genere, questo esperimento sonoro cerca di liberare il potenziale emancipatorio della tecnologia e la potenza del suono come agente di cambiamento, superando le nozioni binarie di genere profondamente radicate nella nostra cultura. L'alienazione delle prospettive femminili diventa quindi uno stimolo a immaginare nuovi paradigmi di suono e ridisegnare il mondo della musica orientato al maschile così come lo conosciamo, esplorando piuttosto posizioni autodefinite in grado di attraversare e incrociare gli archetipi di genere.
 
Caterina Barbieri
è una compositrice e musicista elettroacustica, che vive a Bologna e Stoccolma. Il suo album di debutto Vertical, prodotto tra l’Elektronmusikstudion e la Royal University of Music di Stoccolma e interamente basato su suoni del sintetizzatore modulare Buchla e voce, è stato pubblicato dalla statunitense Important Records/Cassauna nel 2014. La musica di Barbieri sorge da una meditazione sulle forme d’onda semplici e la poliritmia delle armoniche: sintesi e ripetizione sono i mezzi principali tramite cui stilizzare i clicli d’onda in severe geometrie di tempo e spazio, nel confine tra minimalismo, drone e techno. La sua musica è stata commissionata e presentata in vari contesti internazionali di musica sperimentale come Norbergfestival (SE), Worm (NL), Dancity (IT), Suona Francese (IT, FR), Angelica (IT), Stockholm music and arts (SE) tra gli altri.