La Dea di Sibari e il santuario ritrovato
07 04
Studi sui rinvenimenti dal Timpone Motta di Francavilla Marittima. I.2. Ceramiche di importazione, di produzione coloniale e indigena (Tomo 2)
Il secondo tomo del Volume Speciale del Bollettino d’Arte del 2008 concerne il materiale archeologico restituito all’Italia dai depositi dell’Istituto di Archeologia dell’Università di Berna e dal Museo J.P. Getty di Malibu (oltre a quello tuttora conservato nella Ny Carlsberg Glyptotek di Copenhagen), ovvero reperti (essenzialmente ceramici, come nel precedente tomo I.1) provenienti dal santuario rinvenuto sull’acropoli del Timpone Motta di Francavilla Marittima nell’entroterra di Sibari, illegalmente scavati e trasferiti sul mercato antiquario d’oltralpe negli ultimi decenni del secolo scorso.
Si tratta di vasellame (anche in frammenti) prodotto nella Grecia orientale e in Acaia ed importato sulle coste ioniche, di quello di produzione coloniale (della classe designata come “coloniale dipinta”) o locale (la maggior parte, in termini quantitativi), di altro di produzione indigena, oltre a poche terracotte architettoniche e a circa 50 manufatti in materiali diversi.
Martedì 7 aprile 2009
Ore 18.00
Istituto Svizzero di Roma
Sala Conferenze, Via Ludovisi 48
