17 02
Roma_artiPaolo Virno_E così via, all’infinito
Il filosofo italiano Paolo Virno presenta il suo nuovo libro "E così via all’infinito. Logica e antropologia", Bollati Boringhieri 2010.
Introduce Felice Cimatti, professore di Filosofia del Linguaggio all’Università della Calabria.
“Il dispositivo logico-linguistico del regresso all’infinito – quello che fa chiedere al bambino il perché di qualcosa, e poi il perché del perché, fino alla vertigine del risalimento senza fine – ha per l’animale umano un rilievo paragonabile alle strutture della parentela o alle abitudini alimentari.”
Paolo Virno (1952) insegna Filosofia del linguaggio all’Università di Roma Tre. Tra i suoi saggi: Parole con parole. Poteri e limiti del linguaggio (1995); Il ricordo del presente. Saggio sul tempo storico (1999), Grammatica della moltitudine. Per una analisi delle forme di vita contemporanee (2002); Esercizi di esodo. Linguaggio e azione politica (2002); Quando il verbo si fa carne. Linguaggio e natura umana (2003) e Motto di spirito e azione innovativa. Per una logica del cambiamento (2005).
Dalla copertina del libro:
Problematico, instabile, plastico, pericoloso: la sua storia naturale attesta al di là di ogni dubbio che l'animale umano è, costitutivamente, tutto questo. Ma niente come il requisito biologico che lo distingue dalle altre specie, ossia la capacità di articolare suoni provvisti di significato, è oggetto di visioni che ne semplificano l'irriducibile e perturbante ambivalenza. Se negli auspici dei teorici cuorcontenti il linguaggio infatti si presta di buon grado a comporre i conflitti, agli occhi dei disincantati - di cui Hobbes è il capostipite - si riduce a strumento aggressivo, "tromba di guerra e di sedizione". Da filosofo del linguaggio che riflette da tempo nel solco di un'antropologia materialistica, Paolo Virno fa leva invece proprio sulle strutture del pensiero verbale che più sfuggono alla rigidità degli opposti. Gli interessano in particolare i dispositivi logici capaci di esibire la giuntura tra regioni astratte e ambito percettivo-pulsionale, e quindi di gettar luce sulla trama delle passioni umane. Un dispositivo fondamentale è il regresso all'infinito, in base al quale ci chiediamo il perché di qualcosa, e poi il perché del perché, e così via in un risalimento senza fine. Inclini a tale vortice per attitudine mentale e prassi, noi viventi dotati di parola sappiamo però interrompere in diverse maniere la marcia a ritroso, ed è uno dei gesti che ci caratterizza in quanto uomini.
Giovedì 17 febbraio 2011
ore 18.30
Istituto Svizzero di Roma
Sala Conferenze
Via Ludovisi 48
